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Mongol

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Mongol

La ricostruzione più o meno veritiera della vita del mongolo Temujin, dalla difficile infanzia all'ancor più ardua campagna di conquista del potere fino all'ottenimento del titolo di Gengis Khan. Un'ascesa resa possibile e motivata dall'amore che lega Temujin alla sua sposa, Börte.

Il regista russo candidato all'Oscar Sergei Bodrov firma quest'opera dedicata ad uno dei più celebri condottieri della storia. Con destrezza ed abilità, Bodrov riesce a raccontare un mondo sconosciuto ai più come quello dei clan mongoli di inizio II millennio con il distacco necessario a garantire un minimo di obiettività storica ma senza dimenticare l'arte di stupire il pubblico. Il regista riesce, con scelte registiche particolarmente azzeccate, a trasmettere ora la desolante solitudine del deserto del Gobi e delle steppe mongole, ora le spietate e sanguinolente battaglie tra clan rivali, ora la dimensione mistica in cui la popolazione mongola si trovava immersa nella propria quotidianità. L'attore giapponese Tadanobu Asano ci restituisce un Temujin umano e sfaccettato e proprio per questo amabile e coinvolgente, e anche il resto del cast fa il suo sporco lavoro. Semplicemente meravigliosa la fotografia, che con i suoi toni "ricercatamente naturali" accompagna Bodrov nel suo tentativo di tratteggiare con un solo colpo di pennello la complessa e molteplice realtà di Temujin e del suo popolo.
Resta, a conti fatti, qualche perplessità sulla sceneggiatura, che sebbene ben scritta, sembra un po' sbilanciata, presentando a volte tempi eccessivamente dilatati mentre, altre volte, comprime archi di tempo ben più lunghi in poche inquadrature.

Una bella prova cinematografica, questo Mongol, produzione tutta europea. Un mirabile esempio di come si possa coniugare l'aspetto storico reso in maniera sufficientemente fedele ed accurato e l'esigenza di spettacolarizzazione propria dell'arte cinematografica. Bodrov è stato probabilmente aiutato, in questo, dalla scarsezza delle fonti storiche sulla vita di Temujin, ma certamente ha ben sfruttato nella sua narrazione filmica quelle che possedeva.
Una sceneggiatura meglio calibrata avrebbe probabilmente reso questo film, che già così è comunque un bel film, decisamente migliore.

Voto: 7,5

mercoledì 28 maggio 2008

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