Film MachineNatale a New York
di Stefano Montini
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De Sica, sposato per interesse, ha una moglie autoritaria e ricca, una figlia rompipalle e un'amante selvatica e focosa come solo la Ferilli può essere; anche lei è sposata, sempre per interesse, ad un (quasi) raffinato Ghini, che intanto, per complicare il gioco, ha come amante la figlia di De Sica, una Canalis scoglionata e sempre al cellulare. Naturalmente va tutto liscio finché stanno a Roma, ma la situazione precipita quando sono tutti a New York? a Natale? che strano! De Luigi è un aspirante vice primario che sta per andare in America per sposarsi. Il primario di ferro Bisio gli chiede di consegnare un regalo a suo figlio, studente modello a New York. Ma chi andrebbe in America per studiare?! Le due storie procedono parallelamente senza intrecciarsi se non il minimo dovuto. La leggera lentezza iniziale è subito eliminata e lo spettatore si trasforma in guardone e complice. I grattacieli illuminati durante i titoli svelano la voglia matta di copiare il cinema americano. Dalla conoscenza dei genitori e del gatto di lei (qui diventato cane) di Ti presento i miei, alla scena della conquista dell'anello nella doccia della palestra che fonde Ace Ventura - L'acchiappanimali con Il signore degli anelli. Se una parte del pubblico si sentirà appagata da un (ormai obsoleto negli U.S.A. ma improbabile in Italia) "segua quel taxi", un'altra parte sarà rassicurata: Porky's fa ancora scuola. Certo qui in mezzo resta difficile valutare il "tatà tatà" e lo "aiutàteme" di un De Sica che cita la propria pubblicità. Ma in fondo il film è figlio dell'anno televisivo - ogni attore ha il suo programma sul piccolo schermo; la pellicola è un divertente e ben confezionato augurio di buon Natale (magari un po' paraculo) da parte della TV agli italiani. Probabilmente se non ci fosse il mostro sacro "de casa nostra" De Sica a ricordarci, ogni anno, che i problemi si possono risolvere a "tarallucci e gnocca", per quanto si possano criticare i cine-panettoni, se ne sentirebbe la mancanza. Voto: 6,5 sabato 16 dicembre 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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