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Natale a Rio

di Stefano Montini

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Trama e recensione Natale a Rio

Massimo Ghini e Christian De Sica sono due cinquantenni divorziati che organizzano di nascosto una lussuosa vacanza da scapoloni impenitenti a Rio De Janeiro. Stessa cosa fanno, all'insaputa dei padri, i loro due figli che però scelgono un viaggio ultra low cost. Ma per colpa di uno scambio di cognomi De Sica e Ghini si ritrovano negli ostelli più infimi di Rio mentre i loro figli si godono i soldi dei genitori. A complicare ulteriormente la situazione le due ex mogli, in Brasile per rifarsi le tette.
Michelle Hunziker porta il fidanzato Paolo Conticini a conoscere la sua famiglia a Rio. Sul loro stesso aereo c'è anche Fabio De Luigi, segretamente innamorato di Michelle. Quando Paolo scappa con una bella brasiliana, Michelle chiede a Fabio di fingersi il suo uomo e presentarsi a papà. In un momento, il sogno di una vita di Fabio si realizza, ma anche in questo caso le cose si complicheranno molto rapidamente.

Puntuale come un orologio, ecco uscire a metà dicembre il cine-panettone di Neri Parenti. Ed assieme al fortunato regista tornano anche le due ormai collaudate coppie di Natale in crociera, Christian De Sica/Massimo Ghini e la televisiva Fabio De Luigi/Michelle Hunziker. Natale a Rio è la solita commedia degli equivoci, con da una parte una storia d'amore sui generis e dall'altra una situazione familiare invece sempre più comune. La famiglia italiana esce distrutta da un rapporto senza morale, e fa brutta figura in giro per il mondo. Genitori e figli non si riconoscono tra loro e i mariti si scambiano le mogli a patto che tutti reggano il gioco di tutti. Come si dice nel film: le bugie e le tette, più sono grandi, meglio è. Ma alla fine, più che a critica sociale si riduce tutto a commedia, come è giusto che sia in questo caso, dove il mattatore De Sica mescola parolacce come uno chef fa con la maionese e Ghini si rivela una spalla comica di razza.
Anche se ogni tanto pare di rivedere "Love Bugs", De Luigi e Hunziker funzionano bene, sono in perfetta sintonia e, vantaggio non da poco, sono già amati dagli spettatori. Con qualche trucco filmico, Parenti riesce a mettere negli occhi di Michelle la scintilla dell'amore, un sentimento credibile che si pensava ormai estinto nei cine-panettoni. Il pubblico femminile ringrazierà.

Location suggestive e belle donne bastano, assieme ai soliti volti noti, a decretare il successo di Natale a Rio. Le parolacce sono poche e affidate al solo De Sica, sacerdote della volgarità e custode degli anni '80. Da notare, la parodia di Scusa ma ti chiamo amore e la scena ultra trash della micia alla Tutti pazzi per Mary.

Voto: 7

sabato 20 dicembre 2008

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