Film MachineNativity
di Luca Alessandroni
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Un angelo annuncia all'adolescente Maria che porterà in grembo il figlio di Dio. Far credere a Giuseppe, suo futuro sposo, di essere ancora vergine sarebbe proibitivo se lo Spirito Santo non ci mettesse una pezza. Gesù nasce in un'umile mangiatoia, illuminato da una stella anomala e salutato da un presepe di pastori. Ci sono pure i saggi Re Magi in versione demenziale con tanto di oro, incenso e mirra. Venata di paganesimo, causa di ogni male o promessa di una ricompensa ultra terrena, la religione è tornata di moda al cinema. Il mistero della fede moltiplica il potenziale narrativo di storie altrimenti scontate; è una variabile impazzita ma giustificabile che rende possibile l'impossibile. Dio e il suo alter ego Satana sono sempre più protagonisti (o antagonisti) di un cinema che rielabora gli archetipi della Bibbia in film dal forte impatto emotivo, perché nazional-popolari. Seppur con qualche caduta di stile e simbolismo di troppo, la natività filtrata dalla teenager Maria ci regala la figura di Giuseppe "cuore d'oro", comprimario un po' dimenticato dalla Storia. Nativity pullula di escamotage narrativi che lo rendono piacevole e per niente inutile. Il piattume del visivo è compensato dalla sensualità "acqua e sapone" dei protagonisti. Voto: 7 lunedì 4 dicembre 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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