Film MachineNon aprite quella porta: l'inizio
di Luca Alessandroni
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Un bimbo-mostro viene allevato da una famiglia di psicopatici. Diventerà "il serial killer con la motosega", consegnato alla storia dell'horror. Se la trama è il pretesto per una pioggia di sangue, svolte narrative e caratterizzazioni dei personaggi dovrebbero comunque essere più accurate. Il pathos diventa splatter e l'azione una miscela di eventi prevedibili che trova giustificazione nel nichilismo ultra gore della pellicola. Ma la cattiveria non è "sana" né metafora di un sistema; è il mezzo e il fine di una "trovata commerciale", da ammirare solo per la fotografia "sudata" e il montaggio adrenalinico. L'ennesima gita in Texas di giovani "belli e sfigati" passa a malapena l'esame del buon prequel per una regia neutra ma competente e un mattatoio-vespasiano che puzza di decadentismo. Voto: 6 lunedì 11 dicembre 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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