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Non è mai troppo tardi

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Non è mai troppo tardi

Edward Cole è mostruosamente ricco e solo, possiede una spaventosa quantità di ospedali e ha un cancro; per questo viene ricoverato in uno dei suoi ospedali. Carter Chambers è un povero in canna che ha sacrificato la sua vita per la famiglia ed ora ha un cancro; per questo viene ricoverato nell'ospedale di Edward. Carter ed Edward diventano amici e decidono di fare assieme tutto ciò che avrebbero sempre voluto fare nella vita.

Con una coppia che scoppia come quella Nicholson-Freeman e un tema potenzialmente così struggente e divertente allo stesso tempo ci si potevano aspettare tante cose da questo The Bucket List (titolo originale del nostrano e pessimo Non è mai troppo tardi), invece ci troviamo di fronte a una mezza delusione. Rob Reiner, consumato regista, e i suoi uomini, sottovalutano e sopravvalutano allo stesso tempo la pellicola. La sottovalutano perché pensano che semplicemente scorrazzando i due attori in giro per il mondo e facendoli parlare del più e del meno si possa costruire un buon film, e la sopravvalutano perché in fondo un'idea come questa non è né innovativa né particolarmente brillante, e sicuramente richiedeva maggiore cura nella realizzazione. I difetti più profondi di questa pellicola sono da ricercare nella sceneggiatura, sbilanciata ed insipida come poche. Infatti, ad una prima parte eccessivamente lenta e drammatica ne segue una immotivatamente dinamica e spensierata, cosicché mai nel film si ha la sensazione che le cose stiano come devono stare.
Il tema della morte è affrontato sempre con un distacco che, lungi dall'assicurare comicità, appare terribilmente poco credibile e grottesco, nella peggior accezione del termine. Purtroppo, gli ottimi (anche se abbondanti) dialoghi tra Nicholson e Freeman non bastano a risollevare un vero pastrocchio di sceneggiatura, e nemmeno le scene finali, quelle sì davvero toccanti e profonde, salvano l'ora e mezza precedente.
Nulla da dire sui due attori, che anche se hanno stampata in volto la domanda "Ma io che ci faccio qui?" sono comunque fantastici e spassosi, come è lecito aspettarsi da due mostri sacri di quel calibro. Frequenti gli sketch divertenti e piacevoli, ma non sono in grado di fare da collante tra le varie, cedevoli sezioni del film.
Questo Non è mai troppo tardi, se fosse stato scritto come avrebbe dovuto, poteva essere un'opera deliziosamente poetica, interiore, misteriosa, divertente; invece si perde in se stesso come un serpente che cerca di mangiarsi la coda. Resta vagamente incompiuto, etereo. Vale la pena di comprare il biglietto, forse, solo per le facce e le battute dei protagonisti.

Una gran bella occasione sprecata; un film che ha i suoi momenti anche molto divertenti, ma che nel complesso non supera la prova ed arriva addirittura, triste a dirlo, ad annoiare lo spettatore in più di un'occasione. Ottimo il finale.

Voto: 6

sabato 26 gennaio 2008

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