Come eravamo, come siamo.
Il segno forte che viene dal cinema italiano non è tanto la ratifica del predominio televisivo sul cinema (già si sapeva), ma la constatazione che il connubio può essere ricco e stimolante.
Parte dal centro - dalla capitale - il viaggio del film di Fausto Brizzi, che poi si muove fuori e dentro i confini della madre patria, nei labirinti della mente del clan di maturandi. A dimostrazione di una vocazione centrifuga, potenzialmente sbandata o forse solo anelante alla libertà, dopo notti insonni sopra i libri, del racconto e dei personaggi.
Parte da un coacervo di architetture e di epoche - l'esame di maturità del 1989 - che costituisce già un'indicazione: come se la storia fosse fatta di accostamenti, integrazioni, ampliamenti più che di cancellazioni, abrasioni e rotture. Parte da un tempo sospeso, vuoto per arrivare al futuro della meglio gioventù (resa nota solo e superbamente durante i titoli di coda).
Nasce così il corso fluviale di Notte prima degli esami. Con una forma che è già sostanza di un discorso storico, da discutere agli esami: una narrazione distesa nel tempo e nello spazio, uno scorrimento a tratti piatto e a volte trascinante, con personaggi (Giorgio Faletti in testa) che sono affluenti impetuosi o sotterranee correnti carsiche.
Le notti e i giorni torridi che precedono gli esami si mostrano come bilancio e autentica rappresentazione di una generazione che ha ospitato al suo interno speranze e contraddizioni, spinte in avanti e bruschi stop, docce gelate (la radio che avvisa l'ammissione assicurata agli studenti e che poi si rivela una bufala) e brucianti passioni (quella di Luca, innamorato perso di Claudia, un'esuberante coetanea figlia de "la carogna"), la lotta e l'impegno (l'abbattimento del muro di Berlino), il disordine e il bisogno di regole ("Professore... ci tenevo a dirle che lei è veramente una merda.
Volevo anche informarla che ha rovinato gli ultimi anni della mia vita e che lei è un fallito di proporzioni cosmiche".
"Hai saputo del professor Santoro? Ha avuto un incidente. E non sarà più lui il membro interno alla maturità. E indovina chi lo sostituisce?".
"Sta scherzando, vero?".
"Io non scherzo mai!".).
Notte prima degli esami è un film talmente dominato dalla positività da riuscire nell'impresa di fondere cinema e televisione. Infatti non è per nulla "antitelevisivo" come viene detto da coloro che ritengono impossibile l'accostamento qualità e tv.
Notte prima degli esami è una grande lezione - dato che siamo in tema di esami - su come si potrebbe usare al meglio il mezzo televisivo, i suoi codici linguistici, le sue tipiche strutture narrative. La sceneggiatura non ha paura di richiamare la tradizione del feuilleton e magari anche qualche topos da telenovela (come quel figlio di un'unica notte d'amore tra il migliore amico di Luca e la sua ragazza, poi tradita per la sorella, che a un certo punto sbuca fuori e devia il delicato, nostalgico equilibrio ...; ma va benissimo, perché la sceneggiatura ha già previsto anche una possibile replica a chi criticasse una scelta del genere, quando fa dire a Luca: "Lo so, al posto mio Fonzie l'avrebbe baciata subito, ma purtroppo io non ero Fonzie, ero Ricky Cunningham".) O forse dovremmo semplicemente ricordarci che le cose brutte ci sembrano naturali, le cose belle facciamo fatica a crederle.
VOTO: 7
giovedì 16 marzo 2006
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