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Notturno Bus

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Notturno Bus

Roma. Franz è uno sfigatello giocatore di poker non particolarmente bravo a bluffare. Si è riempito di debiti e l'unica cosa che fa nella vita, oltre giocare, è guidare l'autobus notturno. Leila è una ladruncola da quattro soldi che vive vendendo e falsificando documenti. Due diverse organizzazioni stanno cercando un fantomatico chip contenente chissà quali dati. Vuoi vedere che Franz e Leila si incontreranno per via di quel chip?

Ennesima produzione italiana che irrompe felicemente nelle sale nonché piacevole sorpresa, Notturno Bus è un film intrigante e coinvolgente, cosa questa non da poco considerata la nazionalità della pellicola. Le produzioni italiane degne di nota scarseggiano ormai da parecchi anni, anche se in questi ultimi mesi ne stanno uscendo di interessanti e il film in questione è una di queste. Punti di forza, autentiche calamite e rimorchi per l'intera pellicola sono la bravura e la bellezza di Giovanna Mezzogiorno, impeccabile in ogni gesto, sguardo, parola. Tutto il resto assume una connotazione piuttosto goliardica ed infantile. La vicenda è ben calibrata e studiata, degna della miglior tradizione dello "spy movie", ma si perde fin troppo spesso in facili stereotipi di genere. Le psicologie dei personaggi, il succedersi degli eventi, il diramarsi delle varie storie; tutto è trattato in maniera (forse) volutamente superficiale, rapida e priva di sfaccettature. I sentimenti e le motivazioni che spingono le persone a fare ciò che fanno, il loro vissuto e le loro esperienze sono ampiamente accennate durante tutto il film, ma sempre troncate ed approssimate. Tutto questo dona al film una fenomenale arma a doppio taglio: da una parte lo rende irriverente, dissacrante e divertente, fluido e mai noioso; dall'altra lo limita e lo cristallizza all'interno di cliché di genere, di facili approssimazioni e di discorsi iniziati e lasciati a metà. L'intero quadro ha la parvenza di essere un po' infantile, come una serie di schizzi promettenti ed invitanti ma mai completati, ancora freschi di pittura, vibranti di carica emotiva e creatività, ma visibilmente incompleti.
La regia dell'esordiente Davide Marengo, poi, perde colpi più che volentieri, riuscendo con difficoltà a reggere il passo della narrazione ed alternando momenti di invidiabile ispirazione ad altri in cui sembra che la macchina da presa si aggiri spaesata in cerca del proprio ruolo e della propria posizione. Ciononostante, abbandonando per un momento "l'atteggiamento critico del critico", non si può negare a Notturno Bus uno stile tutto particolare, una freschezza ed una voglia di parlare, divertirsi e divertire che da tempo mancava nel cinema italiano. Si veda a tal proposito i simpaticissimi titoli di coda.

Insomma, le carte in regola per fare un gran bel film ci sono tutte, ma non è questo il caso. Notturno Bus resta un'esperienza divertente ed interessante, ma con tanti difetti e note dolenti. Ma il gioco di squadra si vede e la capacità pure. Attendiamo con ansia, quindi, il prossimo film di Marengo e del suo gruppo nella speranza che assieme agli altri pochi autori italiani innovativi riesca a svecchiare questa nostra ingiallita celluloide.

Voto: 7

domenica 13 maggio 2007

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