Film MachineOmbre dal passato
di Stefano Montini
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Ben e Jane Shaw, appena sposati e giunti a Tokyo per lavoro, si accorgono di essere tormentati da una presenza che appare loro come bagliore nelle foto che scattano. La coppia è convinta che sia il fantasma di una ragazza che Jane ha investito. Le VHS hanno già ucciso. I cellulari hanno già ucciso. Questa volta tocca alle macchine fotografiche trasportare fantasmi irrequieti per il mondo. Ombre dal passato è il remake di un inaspettato successo del 2004, Shutter, da noi sugli schermi nel 2006; il film di Banjong Pisanthanakun e Parkpoom Wongpoom fu un caso sia perché la coppia di registi era esordiente, sia perché non sono tante le pellicole tailandesi che riescono a raggiungere l'occidente. Ma già ai tempi di Shutter quello degli horror soprannaturali era un filone saturo e affrontarlo con scarsa originalità fu un difetto non da poco. Così Ombre dal passato, quattro anni dopo, è antiquato senza speranza di riscatto, prevedibile e incapace di spaventare sul serio. La fotografia spiritica passa in secondo piano, lasciando i litigi di una coppia di sposini come baricentro della storia. Il film si lascia guardare ma non ricordare, non ci sono eccessi o azzardi per un risultato politically correct. Ma una regia sobria e una buona fotografia aiutano lo spettatore ad ingoiare il boccone, anche se sa di vecchio. Remake di un film tailandese, Ombre dal passato è stato realizzato a Tokyo dal regista giapponese Masayuki Ochia. Che a Hollywood pensino che fare un film occidentale voglia solo dire usare attori americani? L'unico lato positivo è che possiamo goderci i colori eccessivi della capitale nipponica. Voto: 6 sabato 16 agosto 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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