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Operazione Valchiria

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Operazione Valchiria

Germania, 1944. Un gruppo di uomini delusi e disgustati dal regime hitleriano cerca di mettere a punto un piano per assassinare il Führer. Dopo ripetuti fallimenti, il colonnello von Stauffenberg si unisce ai congiurati e propone una nuova strategia: utilizzare il "piano Valchiria" (operazione d'emergenza per mantenere il controllo del reich in caso di morte del Führer) e negoziare una tregua con gli Alleati, al fine di evitare la distruzione dell'Europa e della stessa Germania...

A due anni di distanza da Superman Returns, sei da X-Men 2 e quattordici da quel capolavoro che fu I soliti sospetti, il geniaccio regista americano Bryan Singer torna in sala con un progetto tanto complesso quanto ambizioso: la ricostruzione del più famoso attentato quasi riuscito alla vita di Adolf Hitler. Criticato ed oltraggiato, prima della sua uscita, per presunti stravolgimenti storici di inaudita portata, Operazione Valchiria è in realtà un film che, sebbene non si risparmi diversi aggiustamenti più o meno ad hoc, rimane piuttosto fedele agli avvenimenti. Non occorre dimenticare che si tratta innanzitutto di un'opera artistica e quindi - in qualche misura - di intrattenimento, nel senso più vasto del termine. E questo lo sa bene Singer, che non ha mai sottovalutato ed anzi ha sempre esaltato quanto più gli era possibile l'elemento piacevole e "divertente" delle sue pellicole. Questa nuova fatica non fa eccezione e si dimostra soprattutto un valido thriller, capace di mantenere il pathos e di generare una crescente tensione. Sebbene un po' debole nella parte centrale, Operazione Valchiria non dimentica mai di dover in primo luogo tenere i sederi degli spettatori incollati alle poltrone, e riesce bene in questo; complici la regia esperta e ormai collaudata di Singer e l'ottimo e variegato cast, che comprende nomi quali Tom Cruise, Tom Wilkinson, Terence Stamp, Bill Nighy e Kenneth Branagh. Le evocative e azzeccate musiche di John Ottman, già collaboratore di Singer, completano il quadro di un buon film che, un po' thriller e un po' ricostruzione storica, ha i notevoli pregi di non stravolgere in maniera sostanziale gli avvenimenti che vuole raccontare e di riuscire comunque a tratteggiare una realtà, quella degli "obiettori di coscienza" tedeschi ai tempi del nazismo, che raramente viene indagata dai mass media. A tutto questo aggiungiamo il fatto che Operazione Valchiria è comunque un bel prodotto a prescindere dal valore culturale aggiunto. Peccato solo per alcuni già citati cedimenti di ritmo nella parte centrale dell'opera e per Tom Cruise che, unica eccezione all'interno del cast, sembra non riuscire a cogliere con la dovuta intensità l'interpretazione del colonnello Stauffenberg.

Buon thriller, interessante ricostruzione storica, valida testimonianza culturale di una realtà poco conosciuta. Ma soprattutto, bel film. Per questo motivo, ricordando che il cinema è in primo luogo svago, ci sentiamo di perdonare a Singer alcune poco corrette "risistemazioni" storiche, finalizzate, forse, a raggiungere quell'alto livello di tensione ed intrattenimento così caro e connaturato allo stile del regista statunitense.

Voto: 8

domenica 1 febbraio 2009

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