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Palermo Shooting

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Palermo Shooting

Finn Gilbert è un famoso fotografo tedesco. La sua carriera procede a gonfie vele, ma così non è per la sua vita privata, colta da una crisi esistenziale. Per questo motivo, Finn decide di abbandonare momentaneamente il suo lavoro e la sua Germania per trascorrere del tempo a Palermo; qui, oltre ad innamorarsi, sarà costretto a vedersela con i suoi demoni più reconditi.

Wim Wenders, uno dei più noti cineasti europei, porta sullo schermo la sua nuova fatica, questo Palermo Shooting ambientato metà in Germania e metà nel "paese del sole". Il regista tedesco ha raccolto attorno a sé un cast internazionale che va dallo statunitense Dennis Hopper alla bellissima e italiana Giovanna Mezzogiorno passando per l'ucraina Milla Jovovich. Inoltre, il ruolo del protagonista, il fotografo Finn, è stato affidato a Campino, nome d'arte di Andreas Frege, famoso musicista e attore tedesco.
Con questo film, Wenders vuole parlare di grandi temi esistenziali e metafisici, e per farlo scomoda "figure" di grande calibro come la morte stessa. Il risultato di simile sforzo è un film pretenzioso, un mezzo polpettone.
Lo stile dell'opera sembra stare a metà tra i tratti allucinati del cinema di David Lynch e Il settimo sigillo di Ingmar Bergman (non a caso il film è dedicato proprio a quest'ultimo). Ma Wenders riesce a condensare gli aspetti negativi delle due interpretazioni in un lavoro che in più di un'occasione risulta prepotente ed eccessivo. I temi esistenziali e metafisici sono trattatati con marcata banalità e gettati nella mischia del film in maniera talmente gratuita da risultare ben più che fastidiosi. Se a questo si aggiunge che il cast, eccetto Giovanna Mezzogiorno, è inadatto ed impreparato al compito che deve svolgere, otteniamo il quadro di un film mediocre.
Wenders tenta un lavoro di stile e d'autore. La sua regia e l'impostazione che sceglie di dare all'opera dovrebbero garantire un forte e marcato spessore artistico alla sua fatica, ma a conti fatti finiscono solo per farla diventare teatro di un male assortito circo esistenziale. E' difficile entrare in sintonia empatica con il protagonista. E' difficile lasciarsi trasportare dalle misticheggianti avventure che gli capitano. E' difficile, in ultima analisi, essere coinvolti sia dal lato realistico e pratico della vicenda sia da quello psicologico e metafisico.
E' difficile, quindi, provare interesse per la pellicola.

Un brutto pastrocchio, questo Palermo Shooting. La capacità tecnico-artistica e l'esperienza di Wenders sono comunque in grado di regalare degli ottimi momenti e solo questo può salvare il film dal baratro nero del cinema.

Voto: 5,5

domenica 7 dicembre 2008

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