Film MachinePoseidon
di Luca Alessandroni
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Mare, profumo di morte. L'odore di salsedine si mescola a quello del sangue. Un aspirante suicida dovrà lottare per sopravvivere e l'azzardo di una scelta potrà rivelarsi fatale. Certo, il coraggio sarà all'ordine del giorno per i pochi sopravvissuti al naufragio del Poseidon. Due anomalie impattano: quella sociale della festa (finzione "allo stato brado") e quella naturale dell'onda di dimensioni titaniche. E la nave da crociera si rovescia. Questo è il plot del "giocattolone americano" firmato da Wolfgang Petersen. Grande spettacolo per i sensi e dozzinale introspezione psicologica. Insomma, il classico dei blockbuster. Ma l'intrattenimento, croce e delizia del Cinema, è garantito. L'azione è a tratti travolgente, la nausea da "mal di mare" soffocante e l'eco festaiolo un'ode dall'oltretomba. I simboli della civiltà diventano un ostacolo alla sopravvivenza individuale e collettiva. Ma, secondo la lezione di Romero, non lo sono sempre stati? Se l'infrastruttura è una prigione, la salvezza (e la verità) potrà trovarsi solo fuori di essa: sopra o sotto nel caso di una nave rovesciata. Ecco la linea verticale che attraversa il Poseidon e (mas)turba più dello squarcio del Titanic. Perché qui il fattore rischio è inversamente proporzionale all'intelligenza umana: se sbagli muori, game over! Il fato infausto funge da pretesto per un test d'intelligenza. Ed anche se il suspence non decolla, lo spettatore empatico si diverte nel giocare al "povero naufrago". Un suggerimento. Poseidon è speculare a Il Codice Da Vinci: qui il Sacro Graal non si trova sotto ma... Voto: 6,5 venerdì 2 giugno 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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