Film MachinePrime
di Luca Alessandroni
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Se fossi una blasonata psicanalista con una frustrata paziente che "si fa" un giovincello, al massimo proverei un pizzico d'invidia per lei. L'invidia femminile, s'intende, quella tutta sorrisi e smancerie. Ma se il giovane fosse mio figlio, il codice deontologico "andrebbe a puttane". Prime, "vestito" da commedia brillante, parla di gente "complicata", quella che ritrae il talentuoso protagonista. Le persone si lasciano, si incontrano e si cercano per amarsi; poi si scontrano e si allontanano per riavvicinarsi; infine si lasciano e si ricordano per crescere. E non si finisce mai di farlo in un film che ci interroga sul razzismo, le nevrosi metropolitane e la possessione materna. La psico-Streep eccelle con una nuora raggiante e il figlio ribelle, ma la sceneggiatura equilibrata surclassa i suoi ottimi interpreti. La regia non è virtuosa ma funzionale alla storia intimistica. Se il pisello del tuo ragazzo fosse così bello da adornarlo con un cappellino, ti "daresti" a lui fino in fondo? Voto: 8 giovedì 3 agosto 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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