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Pulse

di Stefano Montini

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Trama e recensione Pulse

Delle creature, passando da internet e dai cellulari, stanno succhiando la vita alle persone. L'origine di tutto sembra stare nel computer di Josh, morto suicida.

Nel film originale di Kiyoshi Kurosawa la scena della busta è fondamentale. Sul monitor del computer c'è una persona con una busta nera in testa; lentamente la sfila e si vede il volto di un ragazzo sorridente che prende una pistola e si spara. Busta nera - bel ragazzo - sparo. Cioè paura - vita - morte. In questo remake la scena si blocca alla busta (viene proprio fatto notare), quindi viene eliminato tutto l'approfondimento psicologico, lasciando la paura. Ma purtroppo il risultato è poco convincente. Riprendendo in buona parte (alcune scene sono riportate fedelmente) il film nipponico e "traducendolo in hollywoodiano", ci si trova davanti ad una pellicola che ha perso l'atmosfera originale; lo spettatore non ha un motivo vero per interessarsi all'azione che evolve.
Si può però trovare ben marcata una critica allo sviluppo tecnologico. Il remake sposta l'attenzione dall'utente umano allo strumento elettronico. Gli esseri che rubano la vita vengono da un computer, si spostano wireless in tutto il mondo e rubano la voglia di vivere alle persone: estremizzato, è quello che fa internet. E' già un mostro senza controllo che si è insinuato in ogni casa. Chi crea le tecnologie le dà in pasto alla gente e ne diventa a sua volta dipendente. Il regista ci fa notare che le città sono già strutturate come un centro di elaborazione dati. Le creature si prendono solo uno spazio più adeguato. Seguendo questa esagerazione l'unica via di scampo è disconnettersi dal mondo.

Bisogna notare una cosa particolare: la sceneggiatura è del veterano Wes Craven, mentre la regia è di Jim Sonzero, un esordiente. Però i problemi più rilevanti del film stanno proprio nella storia, ed è Sonzero a salvare il risultato finale. La fotografia spenta e spesso poco nitida ed un montaggio (in alcuni casi troppo) veloce rendono la pellicola sicuramente da non perdere.

Voto: 7

domenica 10 settembre 2006

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