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Quantum of Solace

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Quantum of Solace

L'agente 007 è tornato. James Bond dovrà vedersela con una spietata quanto potente organizzazione criminale. Colmo di rabbia e dolore per la morte dell'amata Vesper, Bond si trova a dover combattere contro la sua sete di vendetta e contro la sua stessa agenzia.

Un nuovo capitolo della saga sull'agente speciale più famoso del mondo, secondo episodio dell'era Daniel Craig. Quantum of Solace si presenta sulla carta come un film potente e promettente se consideriamo che dietro la macchina da presa si è seduto Marc Forster, già regista dello splendido Il cacciatore di aquiloni, e che la sceneggiatura è firmata da Paul Haggis, uno dei più apprezzati sceneggiatori hollywoodiani contemporanei, già responsabile di film come Crash e Million Dollar Baby.
Ma nonostante tutto questo fumo, il film offre ben poco arrosto. Come già era accaduto con il precedente Casino Royale, il nuovo capitolo di 007 tenta di ridisegnare la figura di James Bond in chiave contemporanea, sia per quanto riguarda l'ambientazione tecnologica e politica sia per quanto riguarda il personaggio stesso: Bond è più cattivo, più tenebroso, un moderno antieroe colmo di rabbia e dubbi ma sotto sotto buono e caro, insomma lo stereotipo dell'eroe oscuro. E questo non è l'unico luogo comune che si respira in Quantum of Solace. Più o meno tutto, dalla struttura delle scene d'azione alla caratterizzazione dei cattivi passando per il rapporto tra Bond e la Bond girl di turno, sa di vecchio e consumato, già visto, già gustato. Questo nuovo episodio non riesce nel suo obiettivo di reinventare il filone dell'agente 007 pur rimanendo fedele ai canoni della saga e quello che salta fuori è un bel pastrocchio, una specie di maldestro circo ambulante in giro per il mondo. I continui sballottamenti di Bond e soci su e giù per il pianeta suonano quasi ridicoli e il film non ha mordente, non riesce a creare pathos, non ce la fa proprio ad acchiappare lo spettatore. Craig, inoltre, sebbene non se la cavi male nel ruolo che gli hanno cucito addosso, non riesce a bucare lo schermo come il regista Forster vorrebbe.

Bruttino e un po' inutile questo Quantum of Solace. Nonostante le continue trasformazioni che vengono applicate all'agente 007 per svecchiarlo e renderlo adeguato al cinema contemporaneo, i nuovi episodi risultano poco incisivi e coinvolgenti.
Forse, sarebbe il caso di prendere atto che il primo agente speciale a calcare le scene sia ormai in età da pensione e che farebbe bene a lasciare spazio a giovani, nuove leve.

Voto: 6

sabato 8 novembre 2008

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