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Questo piccolo grande amore

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Questo piccolo grande amore

Roma, anni '70. Dopo una manifestazione studentesca finita con una carica della polizia, Andrea trova rifugio in un bar. Qui incontra Giulia, liceale della quale subito si innamora perdutamente. Tra i due nascerà presto un'intensa storia d'amore, destinata però ad affrontare le dure prove della vita...

Giusto in tempo per San Valentino, arriva nelle sale questa nuova, ennesima commedia romantico-adolescenziale dal titolo Questo piccolo grande amore. Non contenti di aver saccheggiato il repertorio di Venditti con Notte prima degli esami e cloni seguenti, i produttori italiani invadono il territorio di Claudio Baglioni e ci presentano una specie di film costruito sulle canzoni, in cui le parole del cantante nostrano descrivono, o meglio costruiscono, le situazioni che si susseguono sullo schermo.
Questo piccolo grande amore è una mezza tragedia. A cominciare dall'effetto ridicolo che crea il malriuscito match tra parole dei brani ed elementi visivi, per continuare con la generale ed imbarazzante ingenuità della realizzazione tanto tecnica quanto artistica. Primi piani ingessati, sgrammaticati e decontestualizzati, personaggi talmente stereotipici da essere quasi caricaturali, situazioni così banali e ricorrenti da evocare nella nostra mente un fastidioso senso di déjà-vu. Ma non è finita qui; infatti, i realizzatori sembrano non avere avuto la più pallida idea di cosa stessero facendo, dando vita ad un'opera dalle scelte stilistiche casuali ed improbabili. E così, la pellicola parte come un film di protesta, poi sbanda verso la commedia romantica, per svicolare ogni tanto su assurdi siparietti quasi da musical, comunque di pessima fattura e di cattivo gusto. Simile eterogeneità di stile, in linea teorica elemento positivo, risulta invece così male implementata da rendere semplicemente caotica ed inconcludente tutta la baracca. Inoltre le soluzioni visive ricercate e create in questo lavoro - banali e per nulla spontanee - sono un vero pastrocchio.
Soltanto nella seconda parte, complice un accento più drammatico e maturo, il film sembra risollevarsi un po' dal baratro in cui era precipitato durante il primo tempo. Coraggioso il finale, che sebbene caricato e melenso come al solito, evita più che volentieri la classica chiusura alla "...e vissero tutti felici e contenti", riscattando così, almeno parzialmente, la piattezza che la pellicola ci propina.

Una brutta faccenda, Questo piccolo grande amore. Un film brutto, banale, privo di buone idee, scopiazzato e mal realizzato. Ingenuo nel senso negativo del termine e noioso. Una seconda parte leggermente migliore della prima non riesce comunque a rendere questo lavoro vagamente interessante.

Voto: 5

domenica 15 febbraio 2009

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