Film MachineRendition - Detenzione illegale
di Andrea Sorcinelli
stampa l'articolo - invia ad un amico
Un attentato kamikaze devasta la piazza di una città in Medio Oriente. Un ingegnere chimico egiziano residente in America viene ritenuto complice degli attentatori e deportato dal governo americano. Molti se ne lavano le mani, solo in due si ostinano a cercare la verità: la moglie e un giovane osservatore della CIA in crisi di coscienza. Questo Rendition si colloca a pieno merito all'interno di quel filone di film seri e seriosi che parlano di attualità cercando anche una sua innocente spettacolarizzazione. Dunque i temi sono caldissimi e tutta l'opera si incentra sulla brutalità, in molti casi comunque efficiente, con cui il governo americano gioca al "piccolo inquisitore" con chiunque sia anche solo sospettato di collaborazionismo con i gruppi islamici estremisti. Come spesso accade in questo genere di film la narrazione si gioca in due campi: quello del fronte, il Medio Oriente, fatto di spari, sangue, urla e caos; e quello americano, pulito, gradevole e marcio fino al midollo. Quindi una sceneggiatura classica (se si esclude un utilizzo della tecnica del flashback abbastanza discutibile) per un film classico, classicamente interpretato da grandi attori, giovani e meno giovani, da Meryl Streep a Jake Gyllenhaal. Non c'è nulla di particolarmente originale o bello e non solo la concezione, ma anche tutta la realizzazione del film si basa sui più ferrei cliché di genere, dalla regia al montaggio passando per fotografia e musiche. Ciononostante siamo di fronte ad una buona opera, capace di tenere il sedere dello spettatore debitamente incollato alla poltrona, specialmente nella seconda metà; e mentre ci si diverte, si impara anche qualcosa di più o meno obbiettivo su come gira il nostro mondo. Pellicole di questo tipo si possono definire riuscite solo se riescono a costruire una trama intricata che si scioglie con naturalezza nel procedere della vicenda. In questo senso Rendition è un film pienamente riuscito, ma non c'è carne fresca al fuoco. Bel film, portavoce della grande utilità sociale del Cinema, che con le sue immagini colorate e attraenti ci parla del mondo con una sincerità e una varietà di punti di vista che non potremmo mai aspettarci dai consueti canali d'informazione. Ma a parte questo, Rendition non fa nulla per far proprio un genere che di cloni ormai ne ha visti a sfinimento, e questo limita un po' la portata artistica dell'opera. Voto: 7 domenica 2 marzo 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|