Film MachineRobots
di Luca Alessandroni
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Potrebbe cantare Povia la meraviglia dei bambini (o di eterni “Peter Pan”) che fanno «ooh…» guardando la “Neverland” tecno – animata di “Robots”. Ed in un qualsiasi “venercoledì 33 Ottembre” dell’Isola dei Famosi (che purtroppo c’è!), la Ventura “campanellino” (ossia cornacchia zitella vestita da trombone) fece volare il suo Dj “sperduto” verso uno studio di doppiaggio per curargli la dislessia («cazzo, tanto non sarà così monocorde!», disse) e conseguentemente farlo sbracciare in un videoclip (quello della sua “Ridere ridere”, sigla dei titoli di coda) senza esibire il culo nudo o i pettorali tatuati. “Robots” del duo Wedge – Saldanha è il compitino quasi ben fatto (manca una forte componente femminile e Cappy diventa comprimaria solo nella “battaglia” finale) ma senza slanci né passione (la “sacra fiamma” che vorrei alimentasse ogni cineasta): il viaggio circolare di Rodney Copperbottom che scappa dall’ordinarietà provinciale (descritta nel perfetto “set up”) per lo straordinario postmoderno di Robot City, ipertecnologizzata solo nei trasporti. Il ritorno a casa con elisir (i pezzi di ricambio per i robots vecchi) e banda “in festa”, premierà l’apprendistato col mentore Fender (meno sboccato del cugino di “Futurama”) e la fusione del cattivone di turno. Una fiaba in cui i buoni vincono e gli amici crescono dal nulla, senza lo “spessore” nei personaggi, l’ironia e la parodia del quotidiano di Dreamworks e Pixar. Un punto di handicap per tanto buon materiale sprecato!
sabato 1 aprile 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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