Film MachineSangue - La morte non esiste
di Luca Alessandroni
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Fratello e sorella incestuosi trafficano trip e vengono "sgamati" dalla pula. L'epilogo tragicomico li porterà a officiare un funerale sciorinando qualunquismi della più becera tradizione italiana. Peccato perché la storia, interpretata da giovani attori di talento, reggeva bene nonostante fosse l'ennesima variazione su tardo-adolescenti scazzati o abusati; il male di vivere "made in Italy" è stato spalmato su ogni fetta di pane nostrano. Nanni Moretti è stato l'inconsapevole maestro di una generazione di cacasotto che riscalda e spezia la stessa minestra. Pur attingendo al male di vivere anarchico, Libero De Rienzo è uno sperimentatore; ancora un po' acerbo ma degno di lode. Troppo frenetico nella prima parte e statico nell'epilogo, il film sembra parodiare gli sbalzi d'umore del protagonista che nutre le zanzare col suo sangue. Risultato: un'opera prima troppo ambiziosa che manca di equilibrio interno. Si parla di mancanza del sesso, di un coito interrotto nello spazio sub-urbano, di corpi malinconici alla deriva, del tubo catodico. Si fotografa il nostro stronzo interiore che diventa inerme solo "a giochi fatti". De Rienzo profetizza l'autoflagellazione come espiazione dall'egoismo umano che sgrana la sua fotografia. Il film è come l'essere umano che racconta: complesso, omofobico e inadeguato al potenziale. Ma comunque dignitoso. Voto: 6,5 martedì 18 luglio 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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