Film MachineSbirri
di Stefano Montini
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Il giornalista Matteo Gatti vuole realizzare un reportage sullo spaccio di cocaina a Milano. Con il suo operatore seguirà la polizia in azione. Ma Matteo vuole anche fare luce sulla morte di suo figlio. Operazione fuori dal comune questo Sbirri, ibrido tra documentario e fiction incentrato sul traffico di cocaina tra i giovani milanesi. A far da traccia al film, la storia di un giornalista che ha perso il figlio per una pasticca di ecstasy. Peccato che tutta questa parte recitata risulti eccessiva, immatura, grossolana e, a tratti, ridicola. Ciò toglie energia e credibilità al documentario, che ci mostra vere azioni di polizia, arresti, perquisizioni ed interrogatori. Le affermazioni di alcuni "personaggi" lasciano veramente di stucco e dimostrano quanto la piaga della droga sia socialmente sottovalutata. Anche le brevi interviste agli agenti dell'UOCD (Unità Operativa Criminalità Diffusa), veri e propri protagonisti di Sbirri, aiutano lo spettatore a capire il problema e soprattutto le persone che provano a far qualcosa di concreto. La notte milanese è ripresa con grande maestria, e il regista Roberto Burchielli riesce a rendere le sue immagini chiare e mai dispersive anche se realizzate in situazioni di rischio. Raoul Bova si dimostra di nuovo produttore coraggioso e attore umile, pronto a darsi completamente per i film in cui crede. Sbirri è davvero un'opera interessante e soprattutto socialmente importante. Non vuole dare risposte né fare nuove domande. Punta l'occhio sul problema e non lo distoglie mai. Voto: 6,5 mercoledì 15 aprile 2009 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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