Film MachineSpeed Racer
di Luca Alessandroni
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Speed, giovane promessa in una famiglia di piloti e costruttori, vive per le corse automobilistiche. Quando rifiuta la proposta di collaborazione fatta da un magnate del settore, capisce che tutto il sistema è truccato e corrotto dal potere. Ma Speed, sulle orme dell'adorato fratello Rex morto in gara, cercherà di cambiare le regole del gioco. Dopo cinque anni di silenzio (e la volontà di cambiare sesso espressa da Larry), ritornano i Fratelli Wachowski, quelli dei Matrix, e stavolta riescono dove avevano fallito con la loro trilogia cyberpunk: colpire dritto al cuore lo spettatore. Se Matrix, coi suoi oracoli da interpretare, era troppo cerebrale per "arrivare", in Speed Racer la trama è un continuo déjà-vu, l'impianto scenico un immenso baraccone colorato in post-produzione e i personaggi restano cristallizzati in caricature di stereotipi dall'inizio alla fine del film; l'incognita è solo una, e peraltro facilmente intuibile. Un critico tradizionalista direbbe, a ragione, che Speed Racer è un fumettaccio, piatto nella narrazione e bidimensionale nelle opinabili scelte visive. Ma quel lavoro di introspezione che il film sembra non fare su se stesso, lo trasferisce sullo spettatore costringendolo a una regressione infantile, a quando giocava con le macchinine nello stradone di casa sognando, un giorno, di diventare pilota e arpionare la macchina dell'avversario di turno che si opponeva alla sua, straordinaria, vittoria. Il finale di Speed Racer altro non è che il culmine di un latente rapporto sessuale, quello di un bambino costretto a incanalare le proprie pulsioni in qualcosa che non sia tabù. Un po' di numeri. 120 milioni di dollari il budget, 2300 gli effetti speciali, 360 i gradi delle riprese ad alta definizione, una copertina 3D su Ciak pagata dalla Warner Bros. e 23 gli anni di Emile Hirsch, gladiatore nello spirito e nel corpo, anche se le titaniche spalle esibite nell'inquadratura iniziale sono "pompate" in post-produzione. Voto: 8,5 sabato 10 maggio 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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