Film MachineStardust
di Andrea Sorcinelli
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C'era una volta, da qualche parte in Inghilterra, un piccolo villaggio che non aveva nulla di speciale salvo il fatto di confinare con un misterioso muro che si dice divida il mondo normale da un universo magico popolato da fattucchiere, cavalieri e pirati dei cieli. In questo villaggio vive il giovane Tristan, che pur di conquistare il cuore della ragazza da lui amata è disposto a scavalcare il muro per recuperare una "stella caduta". Stella che vogliono anche altri sinistri individui, ma per ben più malvagi ed egoistici propositi. Questo Stardust è una chiassosa e spettacolare fiaba. Non sconvolge gli standard di questo nobile genere millenario e nemmeno ci prova, si accontenta semplicemente di riproporlo in stile cinematografico americano contemporaneo, il che significa effetti speciali e culto dell'immagine a livello quasi ossessivo. C'è poco da dire, assistiamo ad un vero e proprio orgasmo visivo. Il regista Matthew Vaughn non tiene ferma la camera neanche mezzo secondo, e tra panoramiche dalle nuvole con rotazioni supersoniche e vertiginose picchiate, rischiamo di farci venire un infarto dall'intensità registica di molte scene. I movimenti di macchina possono sembrare a volte anche eccessivamente carichi, ma sicuramente si adeguano alla pomposità dello stile e non possiamo certo considerare l'essere spettacolare un difetto di questo film. "Sì ma, la sostanza c'è?", chiederete voi. C'è, c'è, o almeno ce n'è abbastanza per il genere di cui parliamo. Semplicemente, abbiamo un eroe in crescita, costretto ad imbarcarsi in avventure tra regni in subbuglio, guerriglie per la successione e perfide streghe, e tutto questo per il più "banale" motivo che vi possa venire in mente: amore. Complice un cast stellare, col pirata De Niro e la strega Pfeiffer in prima fila, e l'innegabile fascino dell'ambientazione fantasy, Stardust avvolge e coinvolge senza lasciare la presa. Nonostante la baraonda di immagini e suoni con cui investe lo spettatore, in fondo in fondo non vuol far altro se non allietarlo e regalargli qualche istante di piacevole distensione, come solo gli antichi bardi sapevano fare, con le loro novelle di re e cavalieri, fate e stregoni. Novelli cantastorie del 2000, i Signori di Hollywood la sanno lunga in tema di fiabe strappa-applausi, e lo dimostrano ancora una volta con questo film. Niente di speciale o di particolarmente notevole, dunque. Dietro la maschera e le immagini della "epica epopea cavalleresca" si nasconde una fiabetta come tante, tanto piacevole da seguire quanto facile da dimenticare. A tratti spaventosa, a tratti irriverente. Bella storia, discretamente raccontata. Ma nulla di più. E non è detto che questo sia un male. Voto: 7,5 domenica 14 ottobre 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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