Film MachineSunshine
di Stefano Montini
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Il Sole si sta esaurendo e la Terra rischia una nuova glaciazione. L'astronave Icarus II ha il compito di riaccendere il Sole prima che sia troppo tardi. Il suo equipaggio è formato da otto uomini; la bomba che trasporta dovrà far nascere una nuova stella dentro il Sole che tornerà così a splendere. Tutto procede per il meglio fino a quando Icarus II non raggiunge la "zona morta" (da dove non è possibile comunicare con la Terra) e incrocia l'Icarus I, partita anni prima con la stessa missione e mai più tornata. Passati i primi minuti introduttivi, che spiegano l'indispensabile per orientare lo spettatore, Sunshine parte "in quarta" con un susseguirsi di eventi che portano dritti tra le braccia del Sole. L'astronave ha una forma allungata; i corridoi sono stretti e gli ambienti claustrofobici. Ma la cosa che mette più a disagio è l'importanza della missione dell'Icarus II. Tutto l'equipaggio è disposto a sacrificarsi o a sacrificare il meno utile del gruppo. Le morti non shockano; un corpo sublimato dal Sole ha qualcosa di splendido. Su questo gioca il film: sul rapporto Uomo-Sole visto come fonte di vita. Il guardare ad occhi nudi il Sole è guardare il proprio Dio, è rispondere a tutte le domande in una volta sola. Non ci è dato vedere l'uomo che ha visto il Sole, resta confuso perché emana a sua volta calore. Fa sentire lo spettatore piccolo e ignorante: l'effetto collaterale ed insieme lo scopo della fantascienza. Danny Boyle confeziona un bel film, veloce e forte. Prende spunto dalle vecchie pellicole ambientate su astronavi ma riesce comunque a rivitalizzare un genere, la fantascienza, che ormai concede poca libertà di manovra ai suoi autori. Voto: 8 domenica 22 aprile 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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