Film MachineSuperman Returns
di Luca Alessandroni
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Superman manca dalla Terra da cinque anni. Mentre lui vola tra i resti del suo pianeta d'origine, le Torri Gemelle vengono abbattute, lo tsunami sommerge coste e Lois Lane s'è fatta il ragazzo. Intanto il pelato Lex Luthor ha scampato l'ergastolo e progetta l'ennesimo piano di distruzione del mondo. Il tutto in nome della speculazione edilizia. Ma l'Uomo d'acciaio che ferma i proiettili con gli occhi è tornato, ed al suo fianco avrà un piccolo (asmatico) alleato. Superman è un angelo in fibra elasticizzata che capta gli umani lamenti alleviandoli nella sua bontà aliena. Singer umanizza il papà dei supereroi che diventa vulnerabile e mortale. L'Uomo d'acciaio di oggi ha un'anima di cristallo che torna a volare (nell'epico finale) con l'aiuto degli altri: i salvati diventano salvatori. Un ciclo non destinato ad esaurirsi. Rispettoso del Superman di Donner, il regista resuscita Marlon Brando "in digitale" e dota l'eroe DC di quasi tutti i suoi topos. Ma fa comunque un film "suo" non patinando Metropolis e i suoi abitanti e caratterizzando Lois Lane con le nevrosi post 11 settembre. Il risultato è autoriale con un tonico Spacey che surclassa il Luthor del '78 e la goliardica sequenza del pianoforte che richiama il concept di cooperazione. 28 anni dopo Superman è meno solare e più sfaccettato, Clark Kent è meno trasparente e più imbranato, Lois Lane è meno eterea e più virile, Lex Luthor è meno istrionico e più provato. Una prova di sensibilità e poesia visiva per Singer che, si vede, ama l'alieno di Krypton più degli X-Men che gli hanno dato fama. Voto: 9 venerdì 1 settembre 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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