La via del tabacco. Dal sud umido, ricco, insidiosamente opaco di Manhattan, in una durissima battaglia per sconfiggere lo strapotere dei signori del fumo (The Insider, 1999), alla difesa dei diritti dei fumatori e dei fabbricanti di sigarette nell'America puritana e salutista (Thank You for Smoking, 2005).
E' ora di fare pace con le cose perdute, sembra dirci il cinema d'oltreoceano.
Così Jason Reitman recupera il romanzo satirico di Christopher Buckley e quello che ci rimane - la cronaca, la notizia, l'effimero, ciò che ci dimentichiamo dall'oggi al domani, storie di immagini e di pubbliche relazioni - e passandolo al setaccio di una scrittura incandescente, fermandola sul punto più alto della parabola dello stile, ritrova le domande perse per strada: che cos'è un uomo? Dove sta la verità?
Storia robusta, stile asciutto e a tratti virtuosistico, dove il peccato capitale del potere economico-industriale del trust del tabacco assume il ruolo di co-protagonista.
In questo Thank You for Smoking, l'azione deriva dalla cronaca e i personaggi si muovono seguendo un copione scritto dalla realtà, che Reitman rilegge con toni perfettamente calibrati, secondo un climax narrativo impeccabile.
La vicenda del portavoce della Big Tabacco, che intraprende una controffensiva nei confronti di fanatici della salute e di un senatore opportunista che vuole sostituire il nome delle marche delle sigarette con quello dei veleni, è incalzante e avvincente grazie anche all'interpretazione di due attori in gran forma: il corporate man Aaron Eckhart e il maturo e amletico William H. Macy.
Negli Usa il film ha fatto discutere anche per la scena di sesso che ha visto coinvolta Katie Holmes, alias signora Cruise.
Sesso e tabacco: terribile come accoppiata!
VOTO: 8
martedì 5 settembre 2006
Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere.