Film MachineThe hunting party
di Stefano Montini
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Simon Hunt, giornalista sopraffatto dagli orrori della guerra, e il suo operatore Duck si incontrano a Sarajevo cinque anni dopo la conclusione del conflitto balcanico. Ma non c'è tempo per una rimpatriata: Hunt sa dove trovare il criminale di guerra Radoslav Bogdanovic, e convince Duck ad aiutarlo a realizzare lo scoop del secolo. Il redivivo Richard Gere è un confuso e bistrattato reduce di guerra, la dimostrazione vivente di quanto un conflitto si trascini anche dopo la fine dei combattimenti. La cosa buffa è che il suo personaggio è uno dei pochi elementi di pura finzione di The hunting party, adattamento cinematografico del reportage di un giornalista di guerra tornato recentemente a Sarajevo in vacanza. Il regista Richard Shepard ha aggiunto alla storia quel tanto che basta per trasformarla in un prodotto per il grande pubblico. Ritmo serrato e pericolo costante rendono The hunting party incisivo dal punto di vista filmico, ma anche la storia in sé sarebbe abbastanza sostanziosa da non deludere gli spettatori. Alla fine dei giochi, complice un'interpretazione sanguigna di Richard Gere, si resta sbalorditi; le Nazioni Unite pare che facciano di tutto per non fare assolutamente niente e la polizia si proclama con le mani legate. Come scritto all'inizio del film, "solo i particolari più incredibili di questa storia sono veri". Non a caso durante le riprese, realizzate davvero in Bosnia, la troupe era libera di muoversi tranne che in alcune zone. Per cui l'opinione di Richard Gere è quella di aver realmente trovato il nascondiglio di qualche criminale di guerra, mentre la CIA ancora misteriosamente brancola nel buio. Voto: 6,5 giovedì 15 maggio 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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