Film MachineThe Mist
di Luca Alessandroni
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Una nebbia soprannaturale e assassina avvolge una piccola comunità del Maine. David Drayton, che disegna locandine cinematografiche, e suo figlio restano bloccati dentro un supermercato in compagnia di gente più o meno raccomandabile. Era il 1978 quando i morti viventi di Zombi battevano affamati contro le porte a vetro di un centro commerciale dove si era rifugiato un manipolo di umanità non infettata dal morbo di Romero. Trent'anni dopo a minacciare i variegati clienti di un supermarket sono cavallette giganti, volatili preistorici ed un mostro dai tentacoli dentati che sembra uscito da un quadro di Salvador Dalí. Ma, espediente narrativo a parte, The Mist ha poco a che vedere con il cult horror di George A. Romero: mancano il fascino poetico del freak, il carisma del cattivo di turno, una forte critica sociale e, soprattutto, interpreti in grado di reggere la complessità delle proprie parti. Ne risulta un film che parte bene per l'effetto mistery della nebbia, ma è poi incapace di fare altro dal ripetere all'infinito la stessa formula vincente; la noia è rotta dal finale apocalittico, triste come pochi, che da solo vale il prezzo del biglietto. Frank Darabont, per la terza volta alla regia di un soggetto tratto da un racconto di Stephen King, dimostra grande pulizia nell'immagine, stile classico, intelligenza e capacità di condurre un progetto dall'inizio alla fine senza sbavature. Peccato che nei suoi film non riesca a mettere quel guizzo che gli farebbe fare il definitivo salto di qualità. Voto: 6,5 giovedì 16 ottobre 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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