Film MachineThe Orphanage
di Stefano Montini
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Laura torna con il marito e loro figlio Simón nell'orfanotrofio dove ha vissuto da bambina. Rimasto inutilizzato, lo vuole trasformare in una casa famiglia. Ma Simón comincia ben presto ad interagire con persone immaginarie, fino a quando, un giorno, sparisce nel nulla. L'unico modo di ritrovarlo, per Laura, è farsi aiutare dalle presenze con cui Simón aveva stretto amicizia. Riagganciandosi al filone delle case stregate, The Orphanage mescola brillantemente la qualità visiva europea e i colpi di scena tipici del cinema orientale. Questo horror, molto classico ma estremamente anomalo, riesce nell'impresa di svecchiare l'intero genere a colpi di suspense, cigolii e ombre. L'uso sapiente degli spazi della casa garantisce inquietudine allo spettatore senza bisogno di ricorrere alla claustrofobia, e una storia più orientata alle emozioni che all'attendibilità dei fatti completa il quadro di un film acclamato in tutto il mondo. Carta vincente di The Orphanage è l'inserimento nella ghost story di un aspetto fiabesco, infantile, apportato forse dal produttore esecutivo d'eccezione: Guillermo Del Toro. Eccezionale la scena della seduta spiritica, con Geraldine Chaplin nel ruolo di una medium, capace di terrorizzare utilizzando solo grida e strazi invisibili: segno concreto di come l'horror europeo abbia voglia di tornare ai massimi livelli. Voto: 8 mercoledì 19 novembre 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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