Film MachineThe Women
di Andrea Sorcinelli
stampa l'articolo - invia ad un amico
Un gruppo di amiche tutte più o meno appartenenti all'alta o medio-alta borghesia statunitense si trova a dover affrontare il tradimento del marito di Mary, una di loro. Una commedia con un cast tutto femminile, questo The Women, adattamento contemporaneo dell'omonimo film del 1939 ad opera della regista Diane English. Un cast composto da grandi attrici che ci regala splendide interpretazioni, soprattutto per quanto riguarda la bellissima e bravissima Meg Ryan. Ma, ahimè, i lati positivi di questa pellicola si fermano a grandi linee qui. Sì perché The Women si mostra fin dalle prime battute come una buonista commedia borghese, dove ci sono le principesse ricche e famose e i loro aiutanti poveri e servili, come le domestiche di Mary. La femminilità, nei suoi punti di forza e nei suoi paradossi, è ritratta a volte con ispirata ironia, più spesso con una compiaciuta accondiscendenza che, spalmata in tutta la durata del film, può risultare sinceramente fastidiosa. L'universo femminile è esaltato (come è giusto che sia visto il titolo) ma anche esasperato, e senza la giusta dose di ironia e sarcasmo il tutto è decisamente stucchevole. Anche la scelta di far apparire sullo schermo solo donne persino in scene di massa, per quanto coraggiosa, contribuisce ad affibbiare a quest'opera una profonda non-credibilità, una dose di incoerenza che rende difficile apprezzare il tutto. La regista resta troppo in bilico tra una caratterizzazione iperbolica ed esagerata dell'universo femminile ed una descrizione brutalmente realista dello stesso, sperperando così tutti i lati positivi che l'una e l'altra impostazione avrebbero potuto donare al suo film, ed ereditandone (quasi) solamente gli aspetti negativi. Una profonda indecisione stilistica ed interpretativa traspare da ogni fotogramma di questo The Women. Film che non riesce a commuovere, non riesce a far riflettere, non riesce a far ridere e appare come un frivolo e banale ritratto della femminilità, pieno di luoghi comuni e pregiudizi mai adeguatamente criticati o analizzati. Se si esclude qualche intelligente trovata nella prima parte dell'opera, il tutto sembra fastidiosamente scontato e borghese. Voto: 5 sabato 18 ottobre 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|