Film MachineTwilight
di Stefano Montini
stampa l'articolo - invia ad un amico
Bella si è appena trasferita nella grigia città di Forks. Incuriosita dagli strani comportamenti di Edward Cullen, Bella comincia a frequentarlo e se ne innamora, ma scoprirà ben presto che Edward è un vampiro. Sicuramente la trasposizione del best seller Twilight, affidata all'esperta di teenager Catherine Hardwicke, regista di Thirteen e Nativity, non poteva essere in mani migliori. Ma fatto sta che, come per Il Codice Da Vinci e i casi letterari in genere, il romanzo detta legge sul film. Per cui non c'è da stupirsi se sullo schermo Twilight risulta senza mordente (e dire che si parla di vampiri!), logorroico ed eccessivamente lungo. Mancano totalmente i meccanismi emotivi tipici del cinema, se non quelli che lasciano spazio ad un sequel, e gli effetti speciali sono a dir poco ridicoli; per cui è difficile che lo spettatore si senta coinvolto se non per il ricordo lasciato dal libro di Stephenie Meyer. Alla fine, Twilight è vittima del suo stesso pubblico; il film doveva assolutamente piacere ai giovani fans, così è stato riempito di frasi pesanti e primi piani, amore assoluto e sentimenti puri. Una volta tolti tutti questi elementi, possiamo riconoscere all'opera un suo stile e una sua dignità; ma non una ragion d'essere. Twilight è un film troppo orientato ad un pubblico adolescente. Gli attori sono belli, o brutti ma simpatici, e i dialoghi sono retorici. E tutti gli over 18, quando vedranno l'evanescente Edward Cullen, più che a un vampiro penseranno ad uno schiavo dell'autoerotismo. Voto: 6 domenica 23 novembre 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|