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Ultimi della classe

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Ultimi della classe

Michele cerca in tutti i modi di apparire "figo", ma in realtà non gliene va dritta una; la scuola non fa eccezioni e così, dopo aver riportato a casa l'ennesima pessima pagella, i genitori decidono di ritirarlo da scuola e fargli frequentare lezioni private. Ma è solo l'inizio dei giochi, dal momento che la sua nuova professoressa di lettere è l'ambita sexy-supplente su cui tutta la scuola di Michele ha messo gli occhi.

Le commedie adolescenziali sono destinate a non finire mai né a mutare forma; un'infernale, ripetitiva ciclicità degna del più apocalittico Dante. E così eccoci di fronte a Ultimi della classe, ennesima produzione italiana con adolescenti protagonisti. Luca Biglione cura sceneggiatura e regia di questo film il cui cast è formato in buona parte da reduci del successo delle varie notti prima degli esami. Quella che viene fuori è, difficile aspettarsi diversamente, la solita commediola. Senza pretese né ambizioni, Ultimi della classe si macchia di una serie di ingenuità tanto artistiche quanto tecniche da far accapponare la pelle; particolarmente imbarazzanti, a tal proposito, sono i ralenti per niente fluidi, malamente montati sul resto del film.
Come spesso accade in questo tipo di produzioni, la sceneggiatura si basa quasi interamente su stereotipi sociali tremendamente impolverati e consunti, ed in particolare l'ambiente scolastico è rappresentato con una insulsaggine ed una banalità francamente di pessimo gusto.
Ma non tutto è male. A dispetto di quanto detto finora, infatti, Biglione riesce a creare un film corale, che si regge in piedi su più storie contemporaneamente, storie non solo di ragazzi ma anche di adulti, storie che vedono interagire personaggi che, sebbene stereotipati come già detto, diventano emblemi di certi atteggiamenti, di certi modi di fare. Personaggi probabilmente più teatrali che cinematografici ma che comunque non dispiacciono e riescono a reggere l'impatto del film, complice una sceneggiatura che tra i pochi pregi ha quello di dosare bene tempi e sviluppi delle varie sottotrame, evitando così cedimenti nel ritmo narrativo.
Una triste nota finale va a Sara Tommasi e a come è stata utilizzata (o si è fatta utilizzare) in questo film: oltre a mostrare un'incapacità recitativa davvero imbarazzante, è sinceramente sgradevole il modo in cui il suo corpo e i suoi calendari vengono utilizzati da Biglione, meri specchietti per le allodole per portare gente al cinema. Più che un'attrice, un tempio-corpo semovente.

Brutta storia questo trend di banalità tecnico-artistica che travolge buona parte del cinema di casa nostra. Una gran brutta storia in cui Ultimi della classe si tuffa a capofitto. Resta comunque un film godibile e a tratti divertente, grazie ad un cast sufficientemente coinvolto e ad una sceneggiatura equilibrata.

Voto: 5

martedì 20 maggio 2008

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