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Un'estate al mare

di Stefano Montini

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Trama e recensione Un'estate al mare

Un cornuto torna ricco e con una svedesona come moglie a Peschici dopo trent'anni di disonore. Un tifoso della Fiorentina vuole scoprire a tutti i costi se "Saracinesca" Manzanas, incontrato a Forte dei Marmi, sta per indossare la maglia viola. In una Roma desolata due adulteri restano chiusi in ascensore mentre i consorti ignari li aspettano per cena. A Capri un antiquario omosessuale è assoldato per arredare una villa e tenere d'occhio la moglie del proprietario; nessuno sa che in realtà non è gay e in gioventù lo chiamavano "Mattarello". Un padre divorziato porta il figlio ad Ostia per una giornata di mare, cercando di fargli vedere che non è un fallito come lo disegna l'ex moglie. A Ischia una cantante lirica in carne si riposa mentre il suo maritino/manager cerca di spassarsela con l'amante. A Porto Rotondo un attore che ormai fa solo doppiaggi deve sostituire un suo amico in uno spettacolo teatrale, ma sarà costretto ad improvvisare.

Le sette ministorie raccontate dai Vanzina vanno dall'attore di teatro all'avvocato con amante, dal burino al tifoso di calcio. Ma anche in location suggestive come Capri, Ischia, Forte dei Marmi, gli italiani si rivelano comunque schiavi dei soliti vizi: calcio, donne e soldi. Sketch e storie sono creati ad hoc per i vari comici, tra cui anche i più schivi al grande schermo Ezio Greggio, Lino Banfi e Gigi Proietti. La brevità degli spezzoni aiuta la comicità ad essere più efficace, e la velocità di certi punti ricorda più una barzelletta che un film. Ma non si può negare una punta di malinconia di fondo, quella che durante le vacanze in teoria si lascia a casa.
Il narratore e mattatore Proietti presenta tutto il film e tutto il cinema di Enrico e Carlo Vanzina. Nella sua scenetta finale è un attore spinto su un palco senza sapere la parte, con tanto di Cavaliere tra il pubblico. L'attore storpia le parole, trasforma in comicità, nemmeno tanto volgare, il dramma della signora delle camelie e smaschera i difetti dei suoi colleghi. Così i Vanzina mettono in mano ad un interprete di peso come Proietti il manifesto del loro cinema, che ironizza sui vizi degli italiani. Poi il sipario cala e sarà il pubblico a decidere se si tratta di genialità o stronzaggine.

Un'estate al mare vuole essere un omaggio alla grande commedia all'italiana, e prende a piene mani dal grande Dino Risi; perché chi ora dice che il filone vacanziero non vale niente, forse ha dimenticato film come Il sorpasso.
L'esperimento di un cinecocomero estivo (ma il nome corretto per gli autori è "cineombrellone") è piaciuto da subito ai Vanzina. Secondo loro, come in America, l'anno cinematografico ormai dura dodici mesi, così i film possono rimanere in sala per più tempo. Ma non basta; un incasso consistente potrà finanziare tanti giovani autori.

Voto: 8

sabato 28 giugno 2008

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