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Un'impresa da Dio

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Un'impresa da Dio

Negli Stati Uniti, essere eletti al Congresso può essere considerato un gran bel colpaccio. E così lo considera Evan, che si trasferisce con tutta la sua famiglia da Buffalo alla Virginia per portare avanti la sua nobile scalata al potere e "cambiare il mondo", come afferma il suo slogan elettorale. Tutto andrebbe alla grande, se Dio in persona non affidasse ad Evan il compito di cambiarlo per davvero, il mondo, trasformando il neo-congressista in una sorta di Noè contemporaneo...

Secondo episodio di quella che potremmo definire "la saga dell'Onnipotente", il film riprende totalmente lo stile e la freschezza del predecessore Una settimana da Dio, cercando di infondere ventate di novità qua e là, dove serve. Per la serie "squadra che vince non si cambia", troviamo sempre Tom Shadyac alla regia e, soprattutto, Morgan Freeman nei panni di Dio. Come al solito un Dio mattacchione, che si diverte a prendere bonariamente in giro i suoi figli e a causare loro un sacco di guai, pur di far capire la lezione. E come risultato una buona dose di risate ci accompagnerà lungo tutta la durata del film. Evan cerca in tutti i modi di contrastare il volere di un Dio che non ha paura di distruggergli la carriera e di fargli fare ogni tipo di figuraccia pur di spingerlo al suo compito, ovvero costruire un'arca. E noi ridiamo e ci divertiamo di fronte a tutti i più strampalati avvenimenti che si avvicendano sullo schermo. Aggiungiamo qualche perla di saggezza di matrice cristiana qua e là e una filosofia ecologista di fondo e abbiamo capito la faccenda. Poco spazio al dramma, comunque presente, molto all'ironia. Non è che si muoia dal ridere, ma dall'inizio alla fine il film è pervaso da una vena di ilarità che assicura il divertimento e il buonumore. Sceneggiatura, regia e montaggio sono dinamici e funzionali, seguendo a puntino le peripezie di uno Steve Carell coinvolto e stravolto che non fa rimpiangere il "disertore" Jim Carrey. Questo è un film che non pretende certo di rivoluzionare la storia del cinema, ma che di sicuro è in grado di riprendere e rielaborare la formula già introdotta nel prequel, svecchiandola e riproponendola nei suoi aspetti positivi.

Insomma, nulla da dichiarare su una pellicola che fa il suo dovere in maniera onesta: ci fa ridere e divertire, un pochino ci fa anche pensare ma senza troppi sforzi. Una bella commedia, non originale come Una settimana da Dio ma comunque dignitosa, ben realizzata e non ripetitiva. Occhio però a non esagerare, perché un eventuale terzo episodio della saga potrebbe non essere così fortunato.

Voto: 7

domenica 7 ottobre 2007

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