Film MachineUn matrimonio all'inglese
di Andrea Sorcinelli
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La nobile casata inglese dei Whittaker viene scossa da un autentico terremoto quando John, rampollo della famiglia, torna alla regale dimora con la sua nuova sposa Larita, estroversa ed eccentrica ragazza americana appassionata di motori. Giunge nelle sale italiane questa opera tipicamente inglese, Easy Virtue, maldestramente rinominata Un matrimonio all'inglese. Il film, diretto da Stephan Elliott, si presenta fin dalle prime battute e senza troppi indugi come una brillante commedia romantica fresca, dinamica e veloce. Dopo un'accattivante sequenza iniziale, veniamo subito introdotti in quello che sarà il set dell'intera vicenda: la tenuta dei Whittaker; qui inizia un feroce ed ironico scambio di battute tra i personaggi del storia. In effetti, punto di forza dell'opera sono proprio i dialoghi divertenti e pungenti. Ma per buoni dialoghi servono buoni attori, e anche qui il film non delude: il cast, infatti, si comporta bene nell'interpretare le eccentriche figure che popolano le scene, specialmente la giovane Jessica Biel, qui in una delle sue migliori performance, e Colin Firth, a cui viene affidato un ruolo dannatamente affascinante che l'attore inglese sa impersonare egregiamente. I 100 minuti scarsi della pellicola scorrono veloci tra un duello verbale e l'altro e, in questo tempo, lo script riesce a non scendere mai nel banale o nel dramma eccessivo, restando piacevolmente distaccato anche nei momenti più intensi. Una commedia fresca e ben realizzata che evita con grande stile facili soluzioni melense o iperdrammatiche e si concentra, invece, su un sapiente dosaggio di diversi elementi per ottenere un divertente ma anche incisivo risultato. Una buona dimostrazione di come commedia romantica non significhi per forza banalità, scontatezza e sentimentalismo allo stato brado. Voto: 7,5 giovedì 22 gennaio 2009 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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