Film MachineL'uomo che ama
di Stefano Montini
stampa l'articolo - invia ad un amico
Roberto è un ultratrentenne farmacista di Torino. Innamorato alla follia di Sara, quando lei lo lascia comincia una nuova vita con Alba. Ma Roberto non è sereno, e non ha altri con cui confidarsi se non suo fratello Carlo. Tratto da un romanzo dello scrittore e sceneggiatore Ivan Cotroneo, L'uomo che ama, seconda regia di Maria Sole Tognazzi, vuole mettere a nudo i sentimenti maschili, solitamente marginali in questo genere di pellicole. Una buona fotografia abbinata ad interni molto curati (forse troppo) dona al film uno stile visivo apprezzabile e distoglie l'attenzione dalla regia senza smalto. Ma basterebbero gli ottimi interpreti a correggere qualunque vizio di forma, comprese la lentezza di certi momenti e, peggio, la velocità di certi balzi temporali. Resta solo la strana sensazione, ad un certo punto, di trovarsi di fronte ad un film già concluso, che cambia storia quando non sa più come andare avanti. Però i sentimenti, la generosità e il grande egoismo che formano le relazioni, la sincerità verso se stessi e il partner, la perdita e l'abbandono sono tutti momenti ben messi in scena, resi senza la pretesa di fare scuola. Pollice su per tutti gli attori de L'uomo che ama: le belle Monica Bellucci e Ksenia Rappoport, intensa come nel film che ce l'ha fatta conoscere, La sconosciuta; i buoni comprimari tra cui spicca Marisa Paredes, e soprattutto i due interpreti maschili Pierfrancesco Favino e Michele Alhaique, entrambi con lineamenti così poco canonici da dare realtà alla pellicola. Voto: 6,5 sabato 1 novembre 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|