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Vincere

di Andrea Sorcinelli

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Trama e recensione Vincere

La travagliata vicenda di Ida Dalser, presunta moglie di Benito Mussolini dal quale ebbe anche un figlio, legalmente riconosciuto. Abbandonata dal neo Duce come un'amante di poca importanza, Ida continua a gridare la verità senza tregua, nonostante questo gesto la conduca ben presto all'internamento...

Marco Bellocchio, regista esperto e con un sacco di film alle spalle, si riaffaccia oggi sulle scene con questo Vincere, ricostruzione pseudostorica della triste vicenda di Ida Dalser, presunta moglie del Benito Mussolini che non era ancora Duce, ma giornalista socialista. Il progetto di Bellocchio è sicuramente coraggioso e molto interessante, allo stesso tempo tradizionalista e innovativo, ligio ai più blasonati canoni del dramma eppure capace di apportare qua e là delle vere e proprie ventate di aria fresca stilistica. Tanto a livello di sceneggiatura quanto sul piano visivo, Bellocchio si permette soluzioni coraggiose e di certo non comuni per questo genere di film. Soluzioni coraggiose, sì, ma non per questo necessariamente valide. In effetti, in più d'un occasione la sceneggiatura risulta confusa e squilibrata, caratterizzata com'è da continui salti temporali scarsamente motivati e mal inseriti nella dinamica della vicenda. A ciò si aggiungano alcuni "trucchetti" visivi escogitati da Bellocchio che, seppur apprezzabili nei loro intenti, molto spesso appaiono più ridicoli che altro. Ma i problemi di Vincere non finiscono qui. La sceneggiatura ha infatti più di un acciacco: se da una parte possiamo certo dire che è scritta con un talento non da poco, dall'altra non possiamo negare che lo script, semplicemente, non ha mordente. Un po' a causa della già citata confusione, un po' per una generale incapacità di sfruttare tutti i piccoli e grandi espedienti che offre il cinema per mantenere vivi interesse ed attenzione, Vincere non riesce proprio ad "acchiappare" lo spettatore. E' fatto bene, scritto bene, realizzato bene, diretto bene e recitato splendidamente, con una Giovanna Mezzogiorno ed un Filippo Timi da Oscar; ciononostante, semplicemente il film non ha mordente. Non riesce a sviluppare quella delicata, magica alchimia che rende un film capace di catturare il pubblico.

Vincere è un'opera di fattura magistrale, ottima sotto quasi tutti gli aspetti. Quasi. Quello che manca, purtroppo, è qualcosa di molto importante: la capacità di ammaliare il pubblico.

Voto: 6,5

sabato 23 maggio 2009

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