Film MachineWorld Trade Center
di Luca Alessandroni
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Oliver Stone rappresenta una parte per il tutto: l'odissea paralizzata dei poliziotti Will e John, sepolti vivi dalle macerie del World Trade Center. "Aiutare il prossimo" è il tema del film che vibra di immagini sature e dialoghi spiazzanti nella loro quotidianità. Se l'altruismo (forse troppo esplicito) è una risposta umana alla paura di morire, l'opera di Stone è una virtuosa epica sull'eroe post-metropolitano che vede implodere i totem delle sue sicurezze. Il film racconta solo ciò che aiuta ad elaborare un lutto collettivo; per esclusione, il male è quello che non si vede. L'immagine di New York che si sveglia per animarsi di pendolari omaggia una normalità che non ci sarebbe più stata, sporcata indelebilmente da un'ombra sul cartellone di Ben Stiller. Gli occhi di John che si aprono e chiudono intermittenti su quello che era, raccontano i crolli non visti, rievocati da rombi assordanti. Sotto metri di macerie il tempo che passa ricorda la vita e vedere "ancora" la luce, che sia Gesù con una bottiglia d'acqua o la torcia di un ex marine, è il motivo per cui non morire. Cage si fa John per morire e risorgere come Cristo. La sua passione è claustrofobica e polverosa, contrappuntata da flashback strappa lacrime nella tradizione del melò blockbuster. Anche se Stone si vende al political correct e non provoca, strappa con eleganza una pagina di storia contemporanea enfatizzando il cuore di una città fatta di uomini che credono in Dio. Voto: 9 lunedì 16 ottobre 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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