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X-Men: conflitto finale

del Ladro di Biciclette

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Trama e recensione X-Men: conflitto finale

Grazie ai fumetti, i film sono tornati a splendere.

Per parlare di X-Men 3 occorre fornire una sorta di carta d'identità di una leggenda che presto avrà uno spin-off tutto suo. Stiamo parlando di Wolverine. Gli artigli d'adamantio di Hugh Jackman (l'attore che interpreta il più moderno e giovanilistico dei supereroi a fumetti d'oggi) sono quelli con cui tutti vorrebbero affrontare il mondo. Interprete di un disagio generalizzato e profondo che lo allontana di molto dalle certezze di Superman e dal manicheismo di Batman, Wolverine si caratterizza per: una pettinatura alternativa (tra l'Uomo Lupo e il frequentatore di pub nordeuropei), cupi dilemmi esistenziali e una propensione alla sofferenza. E' decisamente il simbolo più incalzante dell'adolescente disadattato del nuovo secolo, non esente da una carica di violenza repressa e a stento trattenuta. Non è un valido motivo, per il ragazzino medio, andare a vedere il film di Bratt Ratner?
C'è un Eroe!

Com'è giusto e prevedibile, nel complesso universo mutante degli X-Men di bella non ce n'è una sola. L'africana Ororo Munroe - in arte Tempesta - non a caso controlla gli elementi atmosferici, ma a dividere la scena con il fascinoso personaggio interpretato da Halle Barry ci sono anche la Marie D'Acanto/Rogue di Anna Paquin, la dottoressa Jean Grey di Famke Janssen e soprattutto la folgorante e squamosa Raven Darkholme/Mystica, camaleontica bella in blu capace di cambiare aspetto a volontà, interpretata con sensuale souplesse dalla statuaria Rebecca Romijn-Stamos. L'universo femminile degli X-Men è cool e ambiguo. Non è un valido motivo, per il ragazzino medio, andare a vedere il film di Bratt Ratner?
Ci sono le Belle!

Il bastardo dentro. Anche lui è mutante, proprio come i suoi mortali nemici: e come loro il glaciale Magneto (che di nome nella vita fa Erik Lehnsherr, ed è un reduce dai lager nazisti in grado di controllare i metalli) è un disadattato incapace di venire a patti con la sua diversità. Gli regala siderale spessore (con una spolverata di istrionismo da vecchia volpe del palcoscenico) il nobile sir Ian McKellen (inchino, please!), ormai icona del nuovo millennio del cinema fantastico (mio nonno segue le avventure degli X-Men grazie a lui, va bè...) e uso ai prodigi della telecinesi di cui fa largo utilizzo anche nella trilogia del Signore degli Anelli. Un grande villano... nonostante quel caschetto. Non è un valido motivo, per il ragazzino medio, andare a vedere il film di Bratt Ratner?
C'è il Cattivo!

Bestia, interpretato da Kelsey Grammer, è peloso, blu, erculeo e supergeniale; Jean Grey/Fenice, incarnata e resuscitata dalla sexy attrice Famke Janssen, ha poteri telepatici e di telecinesi, può anche volare; la Callisto della giovane promessa Dania Ramirez è agile, forzuta e ha poteri rigenerativi; Angelo, tra le ali recita il biondo Ben Foster, è bello, ricco e alato come... un angelo(?). E ancora: Fenomeno (Vinnie Jones), Kitty Pride-Shadowcat (Ellen Page) e una nuova dottoressa "umana" (Moira McTaggart). Non è un valido motivo, per il ragazzino medio, andare a vedere il film di Bratt Ratner?
Ci sono le New Entry!

Tante le domande (e tanti i dubbi) concernenti in particolar modo l'impronta registica. Nonostante la sorda angoscia degli appassionati, Ratner firma un buon film. O meglio, un film riuscito. Tranne Red Dragon, i suoi precedenti erano tutt'altro che egregie premesse (Rush Hour 1 e 2, The Family Man... solo per citarne alcuni).
Il film inizia con uno sguardo a ritroso dove tutto accade per determinazione diretta, senza sovrastrutture, occasionato dalla forza stessa dei personaggi in scena, e per un ora e cinquanta regala emozioni, divertimento, qualche brivido, una spruzzatina di humor, ottimi personaggi, grandi scene d'azione. Qualche scricchiolio nella parte centrale, ma è veramente poca cosa di fronte ad una trasposizione così ricca ed articolata.
Superati i problemi di presentazione dei personaggi incontrati nei primi due episodi, il regista sostituto di Bryan Singer si preoccupa di approfondire il tema della lotta tra umani e mutanti. La storia - solo in parte ispirata alla saga della Fenice Nera - racconta la scoperta di una cura per le mutazioni genetiche, fonte dello scontro ("finale" recita il titolo, ma non si sa) tra i mutanti "buoni", guidati dal prof. Xavier (Patrick - Capitan Picard - Stewart), e i mutanti sediziosi e stronzi capitanati da Magneto. Finalmente la sfida tra umani e mutanti sembra stia per subire una svolta decisiva: questi ultimi verranno accettati e integrati nella comunità se decideranno di sottoporsi alla cura per la sottrazione dei loro poteri. Stavolta però l'ostile antagonista e il suo esercito di mutanti ribelli si è arricchito di una nuova terribile alleata: la Fenice Nera, ovvero la rediviva Jean Grey passata dall'altra parte della barricata. Non è un valido motivo, per il ragazzino medio, andare a vedere il film di Bratt Ratner?
C'è Anakin Skywalker versione tettona, fetish e... mutante, naturalmente!

Un avvertimento: non andate via sui titoli di coda. Pazientate, e vedrete una scena che certo non vi cambierà la vita, ma vi stuzzicherà come il più bastardo dei "Prossimamente".

VOTO: 6,5

sabato 27 maggio 2006

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