Film MachineZodiac
di Luca Alessandroni
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Inviava lettere ai giornali per firmare i suoi omicidi e auto-attribuirsene degli altri, diceva che uccidere le persone è più divertente di una partita di caccia, minacciava di sparare alle gomme di uno scuolabus e uccidere i bambini mentre scendevano. La cronaca parla di Zodiac come un serial killer complesso capace di celare la sua identità in crittogrammi pubblicati dai quotidiani della baia di San Francisco, dove uccise tra il 1966 e il 1970. Zodiac, che derideva la polizia incapace di acciuffarlo, è ancora oggi senza volto. Il regista David Fincher sa chi è Zodiac e condivide da subito la sua tesi con lo spettatore, che così non si appassiona alle indagini. Questo errore di presunzione nella struttura penalizza tutto il film che non decolla nonostante la ricostruzione dettagliata dei delitti, l'eleganza formale del patinato e il fatto che Fincher sappia far vibrare i suoi attori come corde di violino. Lo shock dell'America perbene non è palpabile e la nevrosi di massa viene incarnata solo da quella dei protagonisti. Nel 2002 l'FBI ha estratto del DNA da una delle lettere che Zodiac inviò alla stampa. Ciò riaprì prepotentemente un caso che sembrava chiuso: il sospettato n°1, morto da 16 anni e colpevole al 100% per Fincher & company, potrebbe essere innocente. Voto: 6,5 lunedì 21 maggio 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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