Tivvùsofia"Forum": una modesta proposta...
di Tommaso Uguccioni
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Riprendiamo il nostro cammino verso la scoperta di quell'affascinante universo di teorie e visioni del mondo che soggiace dietro le banali sembianze di innocui programmi tv. Oggi prenderemo in esame una delle trasmissioni più longeve dell'intero panorama televisivo nostrano, ovvero "Forum". In onda ininterrottamente dal 1985, oscillando tra Canale 5 e Rete 4, è stato presentato negli anni da Catherine Spaak, Rita Dalla Chiesa, Paola Perego e ancora da Dalla Chiesa. Programma cult per le casalinghe italiane, la sua formula è rimasta pressoché la stessa nel corso di tutti questi anni. Due persone si presentano con un contenzioso in atto, il giudice ascolta attentamente le versioni delle due controparti (molto spesso in realtà si tratta di autentiche risse verbali) e si ritira per deliberare. Nel frattempo la conduttrice raccoglie le opinioni del pubblico in studio, senza dimenticarsi di rifilarci una sana dose di moralismo a buon mercato, dato che "Forum" è una trasmissione "intelligente". Poi il pubblico vota chi ha ragione, e la bilancia implacabile darà il suo verdetto. Ma coinciderà con la sentenza del giudice? E quanto sarà ampia la distanza tra l'opinione dell'uomo della strada e l'illuminato parere dell'uomo di legge? E' su questo banale ma consolidato meccanismo che "Forum" si regge da ben 23 anni. Ora spingiamo il nostro sguardo oltre l'immediato ed oggettivo fenomeno fisico. Che cos'è "Forum" se non la spettacolarizzazione della giustizia, o meglio, la trasformazione dell'astratto concetto di giustizia in qualcosa di concreto, e soprattutto, di televisivo? Beninteso, le sentenze di "Forum" sono semplici arbitrati (e in quanto tali validi a tutti gli effetti) su questioni comuni come beghe condominiali, alimenti all'ex moglie, dispute tra coinquilini, sinistri stradali, ecc. Si tratta di una giustizia orizzontale, che scende in basso a risolvere bassi problemi. Ma se a "Forum" può essere dato il merito di aver portato la legge nelle case di tutti, non può non essere accusato di averla svilita con i soliti meccanismi televisivi. Le televendite, le squallide gag dell'eterno "ragazzo della 3ª C" Fabrizio Bracconeri, il solito pubblico di casalinghe e studenti perdigiorno. Non è il cittadino a conformarsi alla legge, ma il contrario. E se fosse questo il futuro della giustizia? Ecco la mia modesta proposta. Avviene un feroce delitto in una cittadina semisconosciuta. Prontamente arriva il Ris, magari in diretta tv, visto che da quando esiste "CSI" la polizia scientifica fa audience. Bruno Vespa costruisce un plastico a grandezza quasi naturale del luogo del delitto e con l'aiuto di criminologi, psicologi, investigatori, periti e qualche bellona di turno va a scovare i presunti responsabili. Al pubblico da casa, col televoto, indicare il colpevole. Al giudice somministrare la pena. Non sarebbe uno degli show più appassionanti e innovativi del secolo? N.B.: Visto il livello della nostra attuale classe politica (a destra come a sinistra), l'autore ritiene opportuno sottolineare come le ultime righe di questo articolo siano una pura e semplice provocazione, un divertissement, e in quanto tali da non prendere come modello per nessuna riforma. giovedì 18 settembre 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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