Tivvùsofia"Scherzi a parte" e lo squarcio nel cielo di carta
di Tommaso Uguccioni
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Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta di quell'affascinante mondo di teorie e visioni della realtà che soggiace dietro le spoglie di banali trasmissioni televisive. Oggi prenderemo in esame nientemeno che "Scherzi a parte", programma andato in onda per la prima volta nel lontano 1992 e giunto oggi alla sua undicesima edizione. La formula dello show è sempre la stessa. L'assunto di base è quello della candid camera, in cui delle persone vengono a loro insaputa riprese durante situazioni artificialmente paradossali, ma con una fondamentale differenza: la vittima è un vip o presunto tale. Alla conduzione vi è sempre un trio, costituito da due comici e dalla bellona di turno. Quest'anno l'onore tocca al romanissimo Claudio Amendola, al raffinato Teo Mammucari e alla sempre più svestita e onnipresente Belen Rodriguez. Il vip, grazie alla collaborazione di alcuni complici, viene catapultato in situazioni assurde, allo scopo di farlo arrabbiare di brutto o di spaventarlo a morte. In studio poi viene fatto vittima di cervellotici scherzi come scosse elettriche e gavettoni. Detto così sembra un programma non più scemo di tanti altri, ma spingiamoci oltre e concentriamoci sulla figura principe della trasmissione, ovvero il vip vittima dello scherzo. Tralasciando il fatto che al giorno d'oggi ottenere la qualifica di "very important person" è diventato piuttosto agevole, perché tali scherzi hanno successo se fatti ad un vip, ma non se fatti ad una persona normale? Ebbene, pensiamo alla vita quotidiana del vip. Siamo abituati a vederla felice e beata, distaccata dalle bassezze del mondo terreno. E spesso è così. E' difficile infatti immaginare un Fabrizio Corona o un Rossano Rubicondi alle prese con la spesa, le bollette da pagare, i piatti da lavare, ecc. Il problema più grande per loro è quasi sicuramente quello di azzeccare la discoteca "giusta" il sabato sera, di avvisare i paparazzi quando escono con la stellina del momento. Ma ecco che arriva lo scherzo. E qui, per un motivo o per l'altro, sono costretti a scendere sulla terra. Ad arrabbiarsi, a spaventarsi, a stupirsi, come ogni comune mortale. Lo scherzo è il famoso squarcio nel cielo di carta di pirandelliana memoria, cioè quell'evento che all'improvviso lacera le certezze consolidate del piccolo borghese. E la gente comune gode nel vedere il vip alle prese con un tassista folle, con una poltrona bollente e con un pubblico che invece di adorarlo lo fischia. Anche se il gioco poi paga. Essere vittima di uno scherzo, ricevere un tapiro, andare a morir di fame su un'isola deserta o a zappare la terra in una sperduta fazenda brasiliana serve a far calamitare i riflettori su di sé, a diventare simpatico, a ricucire quello squarcio, a tornare a crogiolarsi sotto il sole del suo bel cielo di carta. Che alla fine della storia la vittima dello scherzo sia lo spettatore, che dopo aver visto il vip cadere sulla terra si ritrova a riportarlo sul piedistallo? Intanto le edizioni si susseguono, gli ascolti sono alti e i vip gongolano. E lo scherzo continua... mercoledì 18 marzo 2009 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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