TivvùsofiaLa Legge di Walker: prendere la vita a calci volanti in faccia
di Tommaso Uguccioni
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Ci sono fenomeni fisici che, pur essendo quotidianamente sotto i nostri occhi, sembrano così poco significativi che la nostra attenzione a malapena si accorge di loro. Eppure ci sono, sempre lì, tutti i giorni, alla stessa ora e nello stesso posto. Apparentemente assumono sempre una forma diversa, ma se li si osserva con attenzione si può notare che sono sempre fondamentalmente uguali e ripetitivi. E' questo il caso di "Walker Texas Ranger", telefilm di importazione americana che ormai da almeno un decennio imperversa sulle reti Mediaset per tappare clamorosi buchi di palinsesto. Analizziamo con cura il fenomeno. Visto in superficie sembra un banale poliziesco, con un attore protagonista (il granitico ed imperscrutabile Chuck Norris) nel ruolo di un ranger esperto di arti marziali, rude ma dal cuore tenero. Accanto a lui troviamo il solito compagno d'avventura di colore, il ranger Trivette, anch'esso abile a menar le mani, e l'intrepida procuratrice distrettuale Alex Cahill, disposta a tutto per far trionfare la legge, ed innamorata del protagonista secondo l'abusato clichè della bella che addomestica il selvaggio uomo tutto d'un pezzo. La trama è più o meno sempre la stessa, con il ranger Walker impegnato a sventare i loschi piani del cattivone di turno. Rubando termini alla genetica si può dire che il fenotipo è sempre diverso, ma il genotipo sempre identico. Che si tratti di psicopatici, killer, ladri o terroristi, la soluzione è sempre quella: un bel calcio volante, magari al rallentatore perché ormai Chuck ha una sua età e il colpo della strega è sempre in agguato. Ebbene, questo bizzarro fenomeno televisivo in realtà è una perfetta applicazione di una strana teoria scientifica, nota come "Legge di Walker". Tale legge sostiene che l'animo umano ha un insopprimibile bisogno di avere un eroe, un qualcuno di invincibile che risolva ogni tipo di problema e non si ponga troppe domande. Poiché nel mondo reale tale persona non esiste (anche se conosco uno di Arcore che sostiene il contrario), il telespettatore si rifugia nella fantasia. Dopodiché come mai scelga come eroe un tipo poco slanciato, vestito in modo molto discutibile, che ha una sola faccia per amare ed odiare e che stende i nemici a suon di calci e cazzotti, mentre i cattivi gli sparano senza mai stranamente colpirlo, è uno degli insondabili misteri dell'animo umano. Anche la scienza ha dei limiti. Ma Walker è anche lo specchio profondo di una certa America, quella che non ha incertezze, che agisce senza pensare, e ritiene che con un paio di colpi ben assestati si possa risolvere ogni problema. Conosco un tipo che in questo modo ha provato a risolvere i mali del mondo. E' poco credibile come Chuck Norris, ma purtroppo ha anche più potere di lui. Si chiama George W. Bush, e non ha tenuto conto di non essere in un telefilm dal lieto fine garantito. Chuck, non è che per caso vuoi occupartene tu? sabato 12 gennaio 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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