Sceneggiare oggiCome siamo cambiati
di Davide Turchetti
stampa l'articolo - invia ad un amico Come siamo cambiati... Gli spettatori sono sempre gli stessi, i "bisognosi di risate", un gruppo nutrito, una comunità, quelli che quando escono dalla sala li vedi introdurre tormentoni con frasi riprese dal film appena visto, coinvolgendo gli altri membri della setta in grasse risate, ieri erano al cinema a vedere Aldo Fabrizi in bianco e nero, oggi sono al cinema (ahimè) per le gesta di Massimo Boldi. Le risate non sono cambiate, quello che è cambiato, è quello per cui si ride. Da un certo punto in poi, però, hanno cominciato a far ridere gli adulteri, il turpiloquio o gli equivoci erotici di altolocate personalità dell' "Italia bene". Un continuo susseguirsi di insulse gag tra avvocati in settimana bianca o imprenditori in trasferta d'affari nell'altro capo del globo hanno sostituito progressivamente le vicissitudini dell' Italiano medio alle prese con i mezzi pubblici o il cartellino da timbrare in orario. Come detto, ridere fa sempre bene, ma personalmente, preferisco starmene a casa ad anticipare tutte le battute di Un sacco bello o Febbre da cavallo piuttosto che fare la fila al botteghino per vedere Biagio Izzo o "er Cipolla" sbavare sul culo di plastica di Megan Gale. Qualcuno mi dice che quando scrivo sono sempre un po' troppo critico nei confronti della società moderna e questo lascia trasparire un certo pessimismo, una tragica ironia, è per questo che andrò nell'ufficio del megadirettore galattico di Sniffilm Lup. Man. Gr. Figl. Di Putt. e chiederò di essere crocifisso in sala mensa. domenica 30 aprile 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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