home  chi siamo  mappa del sito  cerca  link  email  rss  newsletter
NEW
TOP 7
FILM
TV
VIP

Sceneggiare oggi

Come siamo cambiati

di Davide Turchetti

stampa l'articolo - invia ad un amico

Come siamo cambiati...
Al cinema, in Italia, una volta si rideva per molto meno, o meglio, per cose diverse.
Ridere fa bene sempre, per carità, ben venga quindi qualsiasi tipo di comicità, purché si rida.

Gli spettatori sono sempre gli stessi, i "bisognosi di risate", un gruppo nutrito, una comunità, quelli che quando escono dalla sala li vedi introdurre tormentoni con frasi riprese dal film appena visto, coinvolgendo gli altri membri della setta in grasse risate, ieri erano al cinema a vedere Aldo Fabrizi in bianco e nero, oggi sono al cinema (ahimè) per le gesta di Massimo Boldi.

Le risate non sono cambiate, quello che è cambiato, è quello per cui si ride.
Ha iniziato Totò, che senza mai dire una parolaccia o mostrare la tetta di una collega, fa ridere ancora tutte le generazioni che lo hanno seguito.
Hanno continuato, come detto, Aldo Fabrizi, poi Alberto Sordi, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Gigi Proietti, Paolo Villaggio, Lino Banfi, Carlo Verdone, Christian De Sica ecc.
Sono sempre stati dei nostri e hanno mostrato quello spaccato di civiltà che sentiamo più vicino a noi, gente semplice, come loro. Sono gli amici del quartiere o della porta accanto, sono gli impiegati sfigati o i perdenti cronici, sono impacciati con le donne ma hanno sempre la battuta pronta.

Da un certo punto in poi, però, hanno cominciato a far ridere gli adulteri, il turpiloquio o gli equivoci erotici di altolocate personalità dell' "Italia bene". Un continuo susseguirsi di insulse gag tra avvocati in settimana bianca o imprenditori in trasferta d'affari nell'altro capo del globo hanno sostituito progressivamente le vicissitudini dell' Italiano medio alle prese con i mezzi pubblici o il cartellino da timbrare in orario.

Come detto, ridere fa sempre bene, ma personalmente, preferisco starmene a casa ad anticipare tutte le battute di Un sacco bello o Febbre da cavallo piuttosto che fare la fila al botteghino per vedere Biagio Izzo o "er Cipolla" sbavare sul culo di plastica di Megan Gale.
Amo la battuta, la freddura, chi ha sempre l'ultima parola, il botta e risposta, l'ironia sottile e quella pungente, il sarcasmo e il messaggio subliminale.
Vorrei dire ad un mio amico, rincontrandolo dopo anni e trovandolo peggiorato: "Guardate com'eri, guardate come sei... Me pari tù zio!"
Vorrei mettermi nei panni del mio amico più figo, cercare di far colpo su una ragazza accendendomi una sigaretta mentre le racconto di quando mi sono imbarcato su un cargo battente bandiera liberiana.
Questo è il tipo di comicità che adoro, quella che mi appartiene.
La commedia è ridere di ciò che mi succede tutti i giorni, è raccontare una storia triste prendendosi poco sul serio, è prendere in giro un amico per qualche suo difetto e vedere che lui ride con me, è affrontare i problemi con quello spiraglio di ottimismo e immaturità che serve a tenere il sorriso più intatto possibile.

Qualcuno mi dice che quando scrivo sono sempre un po' troppo critico nei confronti della società moderna e questo lascia trasparire un certo pessimismo, una tragica ironia, è per questo che andrò nell'ufficio del megadirettore galattico di Sniffilm Lup. Man. Gr. Figl. Di Putt. e chiederò di essere crocifisso in sala mensa.

domenica 30 aprile 2006

Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere.

ADV entertainment by multiplayer.it Ufficio Marketing Tel. 0744/2462113
E-mail: marketing@multiplayer.it
SnifFilm ©2009 Tutti i diritti riservati

Valid XHTML 1.0! Valid CSS!