Joel ha appena preso la decisione di non andare a lavorare in questo giorno di San Valentino. Si sente solo, sente attorno a lui la finzione di un rito che si ripete di anno in anno per vendere cioccolatini nei bar e nei supermercati.
L'atmosfera e il freddo tagliente lo fanno sentire ancora più isolato dal mondo.
Pensieri in libertà, pagine strappate, una confusione in testa che fa sembrare questa mattinata il day after di una sbornia.
"Perché mi innamoro di qualsiasi persona che provi un minimo interesse per me...?".
Il treno su cui è salito d'istinto lo sta portando a Monthawk, una località di mare, appena giunto sul luogo gli viene come l'impressione che in quel posto ci sia già stato. Qualcosa si muove sulla riva: una ragazza dai capelli azzurri e la felpa arancio. Una perfetta sconosciuta che, in ogni caso, sembra avere qualcosa di familiare.
E voi, sareste capaci? Cancellare, se fosse realmente possibile, dalla propria mente una persona? Con addirittura il rischio di rincontrarla in un posto dove l'istinto ti ha suggerito di andare?
Joel si era disfatto di Clementine, i suoi ricordi erano stati cancellati a ritroso, dall'ultima volta che si sono visti fino al primo incontro. Il fatto che lei lo avesse fatto prima di lui, aveva fatto traboccare il vaso e l'impacciato Joel aveva così preso la decisione di fare lo stesso con lei.
Una storia d'amore inaspettata, nata strana e proseguita speciale, diversa, poi finita nel banale, nell'abitudinario: un intruglio fatto di luoghi comuni.
Lei più decisa di lui che decide di cancellarlo per sempre dalla sua memoria, in modo da non soffrire più la potenza e il coinvolgimento di un'attrazione che andava ogni oltre limite, che aveva svuotato tutti e due, che aveva scavato dentro i loro cuori e i loro stomaci, lasciandoli così, allo sbando più totale, senza emozioni e con i difetti di sempre ai quali si comincia a far caso solo nei momenti di difficoltà.
Clementine non può riconoscere Joel, quando la va a trovare nel negozio di libri dove lavora.
Funziona così: lo studio che applica questo tipo di terapia, registra su una cassetta le confessioni di chi vuole cancellare i propri ricordi, subito dopo ha inizio il trattamento che agisce direttamente sui luoghi del cervello dove sono concentrati i ricordi legati alla persona che si vuole cancellare e infine lo stesso studio provvede ad avvertire terzi (amici, parenti ecc.), che possono far ricollegare eventi passati al paziente che richiede la terapia.
Il cognato di Joel però, non può tenersi dentro una cosa così, vederlo soffrire gli fa ancora più male e lo fa crollare: "Clementine ti ha cancellato...".
E' notte inoltrata, il sole sta per spuntare quando a Joel sta sparendo dal cervello anche l'ultimo ricordo, quello del primo incontro a Monthawk.
Non è stato facile cancellare Clementine, il ripensamento di lui a metà del trattamento aveva quasi generato un metodo per eludere il normale proseguo della terapia. Joel riusciva ad entrare nei suoi ricordi di persona e con l'aiuto di lei, cercava di fermare quel macchinario infernale che punzecchiava il suo cervello... Ma inutilmente, il computer sembrava più forte dell'uomo...
La stessa notte, la giovane segretaria del dottore che aveva inventato e metteva in atto il trattamento, aveva scoperto di aver cancellato dalla sua memoria lo stesso dottore di cui sopra, per motivi ovviamente, sentimentali, vista la fede che portava al dito l'uomo.
Joel sta per rassegnarsi, sta per salutare un'ultima volta Clementine, le dice che, visti i ricordi, tornerebbe indietro e cambierebbe le cose, ma ormai è troppo tardi, è ora di stringersi per l'ultima volta e poi puff... Sparire per sempre. Lei gli prende la testa, la stringe tra le mani e si avvicina al suo orecchio: "Ci vediamo a Monthawk", gli sussurra.
Joel e Clementine sono in macchina, lei si ferma a casa sua per prendere lo spazzolino e trova un plico con una cassetta arrivato per posta e una lettera scritta dalla segretaria di un certo dottor Mierzwaik, che spiega tutti i passaggi del trattamento, l'audio del nastro ascoltato appena risalita in macchina di Joel, trasmette una voce abbastanza tesa e alterata, una voce femminile, palesemente riconducibile a quella di Clementine che elenca innervosita tutti i motivi per i quali vuole cancellare dai propri ricordi Joel. Litigano, lui la fa scendere dalla macchina, il suo orgoglio è ferito e il suo animo turbato...
Pochi minuti dopo, Joel è seduto in terra vicino allo stereo, ascolta i suoi motivi, quelli per i quali si è voluto liberare del ricordo di quella donna dai capelli pastello. In mano ha la stessa lettera scritta dalla segretaria del dottor Mierzwaik.
Una porta si apre, è Clementine che è venuta per cercare di capire insieme a lui cosa stia succedendo.
Dare un normale filo logico agli eventi e cercare di far finta che niente sia successo risulta difficile.
L'unica cosa che tutti e due sentono, è che uno non può fare a meno dell'altro. Lei all'inizio riprende la porta e fa per andarsene, lui ci riflette un istante e poi le corre dietro.
Una frase carina? Qualcosa di veramente sentito per farla rimanere per sempre?
No.
Semplicemente loro due, con la voglia di guardarsi ancora negli occhi e di correre di nuovo, mano nella mano in mezzo alla neve sulla spiaggia di Monthawk, nonostante quello che di brutto si sono detti e nonostante tutti i bei ricordi cancellati.
mercoledì 24 maggio 2006
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