Sceneggiare oggiLa Favola del Giullare Nano
di Davide Turchetti
stampa l'articolo - invia ad un amico Qualche giorno fa ho scritto una favola, potrebbe essere un ottimo soggetto per una sceneggiatura di un film per bambini... E come ogni favola, alla fine, c'è sempre una lezione di vita, una morale... Tanto tempo fa, in un paese apparentemente industrializzato, viveva un popolo chiamato Italiano. Erano tempi duri, i soldi circolavano in tasca di chi ce li aveva già e i normali cittadini cercavano di sopravvivere con i pochi soldi che riuscivano a racimolare con stipendi ridicoli o lavori precari. Ma a proteggerli da tutto questo e a portare sorrisi nelle loro case c'era il Giullare Nano più famoso dell' epoca, messo a capo del governo non solo per portare ilarità nella vita di tutti, ma anche per proteggere il popolo dal ritorno dei famigerati Comunisti, che sembravano essere spariti insieme ai loro metodi di concimazione del terreno a base di bambini bolliti. Il Nano era un esperto a fare il contrario di quello che diceva e le sue battute e le sue gaffe irresistibili erano all'ordine del giorno e così, la situazione, al limite della tragedia, era coperta da un velo di comicità. Ma un giorno, la credibilità del Giullare Nano e dei suoi compari venne messa a dura prova, perché i Comunisti tramavano alle sue spalle, dapprima in silenzio, in seguito la loro presenza cominciò a serpeggiare in tutti gli ambiti della vita comune. Ormai la magistratura, le televisioni, il cinema, l'editoria, erano covi dove gli spiriti dei bolscevichi prendevano possesso dei corpi a forma di mortadella o di pupazzi brizzolati. Il Nano scese di nuovo in campo, si fece plastificare la faccia come una sorta di paresi, così sembrò che il sorriso non potesse mai abbandonarlo. Prese così la decisione più coraggiosa della storia: insultare i Comunisti e tutti i seguaci, ma sempre col sorriso sulle labbra, puntando sul senso dell'umorismo che pensava caratterizzasse i "Mortadellari" e "Pupazzari". L'affluenza alle urne fu da record, gonzi incravattati e sempre sorridenti attendevano i votanti fuori dalle aule, pensando di avere la vittoria già in pugno. La Morale? Cari bambini, i vostri genitori non vi hanno insegnato che non si dicono le parolacce??? Ma se proprio vi scappano, e "quanno ce vo', ce vo'!", attenti a offendere qualcuno; l'aritmetica e l'anatomia, scienze esatte, ci insegnano che i coglioni, notoriamente ai piani bassi, sono sempre comunque il doppio di quelli la cui testa ha la forma dell' "inquilino del piano di sopra"! venerdì 14 aprile 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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