Sceneggiare oggiLei era mia
di Davide Turchetti
stampa l'articolo - invia ad un amico ... Continuammo a vederci e a sentirci; mentre lei si esibiva al Moulin Rouge, io facevo il mio lavoro immaginando quanto fosse splendida e quanto gli uomini che la guardavano la desiderassero... Ma lei era mia e non vedeva l'ora di scappare da me. Un giorno, di quelli che quando vengono non te li dimentichi più, ci ritrovammo di nuovo insieme e a prometterci per l'ennesima volta amore eterno, ma quella volta era diverso, lei sarebbe dovuta partire di lì a poco ma la sua scelta era quella di rimanere con me e per festeggiare passammo un giorno ed una notte interamente insieme senza nemmeno dormire. Ci addormentammo il mattino seguente, insieme, stretti l'uno all'altra. Al risveglio però, non sentii più il suo calore addosso e anzi, il letto a fianco a me era freddo e vuoto. Per me invece, contornato costantemente da sconosciuti sarebbe stata molto più dura risollevarmi, perché oltre ad aver perso lei, avevo perso anche me stesso, la mia identità, il mio modo di fare. Tutto quello che mi rimaneva di lei era l'immagine che vidi affacciandomi dalla mia terrazza che dava sul Moulin Rouge. mercoledì 18 luglio 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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