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Buttatemi nel bidone... Sono Trash!!!

di Davide Turchetti

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Nel cinema servono due cose: Idee e Talento.
Di solito sono caratteristiche che appartengono rispettivamente a sceneggiatore e regista.
Un prodotto di qualità non è sempre sinonimo di incasso, ma quando è più la voglia di raccontare qualcosa rispetto alla mera aspirazione economica, quanti biglietti faccia strappare all'ingresso delle sale cinematografiche il tuo film, conta veramente poco.

Esistono i generi, ne esistono alcuni che funzionano, e di questi fanno parte prodotti che funzionano e altri che passano inosservati.
Ma una delle distinzioni più evidenti tra i generi è quella tra generi vivi, vegeti, che spiccano tra gli scaffali di blockbuster e i generi ormai morti che qualche coraggiosa accoppiata di sceneggiatori-registi marchettoni tenta di ritirare fuori in questa pazza era moderna.

Le menti malate partoriscono sempre storie incomprensibili, inspiegabili, magari vanno anche bene, magari i saccenti che amano dire "Io mi occupo di cinema" riescono a trovare il bello anche in sequenze assurde di volti provati da chissà quale male esistenziale che non proferiscono parola per ore e ore.
C'è stato un momento però, che le menti malate, se ne sbattevano dei critici con la pipa in bocca e gli occhiali con doppio fondo, magari con le chiappe poggiate sulle poltrone dei salotti di Gigi Marzullo.
Il piatto preferito di costoro era il popolo dei segaioli notturni. Quelli che alla sola vista di un capezzolo di Lory Del Santo o di una coscia di Edvige Fenech uccidevano bambini su bambini praticando la primissima forma di rapporto sessuale, quella in solitario.
Sto parlando di cinema Trash, non a caso con la T maiuscola, quello vero.
Quello di Alvaro Vitali, Renzo Montagnani e Lino Banfi.

La ricetta era semplice, i dialoghi praticamente non esistevano e anzi, le uniche parole pronunciate da personaggi buffi, brutti e sfigati erano allusioni sessuali o messaggi subliminali.
Gag idiote, scontate, senza un nesso logico o parvenza di realtà.
Semplificando minuti e minuti inutili fino al momento in cui il personaggio maschile non si sporge da un cornicione o si piega a guardare dal buco della serratura, una soldatessa, una dottoressa, una professoressa o addirittura una suora che si infilano sotto la doccia o accavallano le gambe sotto la scrivania o prendono il sole in topless con i capezzoli turgidi che sembrano chiodi per appenderci quadri.

Nessun rapporto sessuale, nemmeno un bacio con la lingua, soltanto palpate casuali di natiche svolazzanti...
Forse era proprio questo che faceva salire il desiderio, quel vedo e non vedo, quel guardare ma non toccare, quel momento in cui pensi si possa vedere un pelo pubico e invece la macchina da presa stacca sulla faccia dell'ennesimo sfigato in mutande ascellari sul cornicione, la camicia da impiegato, la giacca nelle mani e le calze di cotone tirate su fino al ginocchio.

Storie inutili dicevo, ma almeno la gente aveva ancora qualcosa da vedere, non c'erano sponsor di marchi di telefonini o gestori telefonici ogni cinque minuti, e le donne erano donne, non bambole gonfiabili, con culi e tette autentiche e non creazioni artificiali di chirurghi cornuti dalla propria moglie con i giardinieri di casa... Cose che succedevano solo nei film trash, ma che ormai, nella realtà, di questi tempi, succedono tutti i giorni... Forse è soltanto questa nostra epoca, è la vita di tutti i giorni, che sono rimaste un po' trash...

domenica 9 luglio 2006

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