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Dov'è finita la semplicità? Forse Tre metri sopra il cielo...

di Davide Turchetti

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Roma, marzo 2007.
Il clima è mite, in questa città il caldo sembra sempre arrivare prima di qualsiasi altro posto.
E allora è un piacere starsene in giro un po' di più, magari uscire un po' prima la mattina o tornare tardi la notte.

Lo scenario, come al solito, mozza il fiato, le luci della notte affascinano, quella del sole illumina di immenso.
Ora di pranzo, mi fermo al semaforo su ponte Duca D'Aosta.
Statue di marmo, Castel Sant'Angelo, il Palazzaccio, meraviglioso! Davanti a me la salita del Gianicolo e... un grosso faccione... che mi guarda... i boccoli tirabaci, gli occhioni azzurri e sotto di lui c'è scritto HO VOGLIA DI TE.

"O cazzo!", pensai. Dapprima non mi motivai del conato che sentii, ma poi mi risvegliai e del fattaccio, conto mi rendei...

Tratto dal romanzo generazionale di culto (Oh my God...) di Federico Moccia, il sequel del film "Tre metri sopra il cielo", che ha fatto sognare la generazione delle macchinette 50cc, con gli occhiali DIENGI', la PINKOBEGGHE e i pupazzetti attaccati sul cruscotto, con nomignoli improponibili tipo BABI, CHICCA, STEP, CICCIO, FEDE, BARBIE, KEN, MINCHIA, STICCHIO, CACCHIO, GIGGI E LA CREMERIA, che si scrivono i messaggini col telefonino, che gli ha comprato la mammina con la carta di credito del papino.
Guardo il Tevere e mi spiego come mai oggi luccica più del solito.
Ma è chiaro!!! Sono tutte le chiavi che poco più su, chiudono i lucchetti appesi a ponte Milvio dai sopraccitati figli dello stesso padre (Maria De Filippi), poi gettate nel Tevere per giurare amore eterno alla propria amata, proprio come fa il mitico Scamarcio come pegno d'amore verso l'altra "attrice" della quale mi rifiuto di sapere il nome, comunque, quella che quando parla non si capisce un cazzo. Ecco, lei! Dimostrando che insieme alla chiave, buttare il cervello all'ammasso, al macero, è una tendenza di questa generazione vuota.
E' vero cazzo, hanno avuto tutti la stessa idea... Ma vi rendete conto??? Nessuno che abbia preso un altro tipo di iniziativa per stupire la propria ragazza...
La fila a Ponte Milvio per gettare la chiave del lucchetto nel Tevere, non ci posso credere!
Come tutti quegli inutili stronzi che dopo aver visto il precedente capolavoro tratto dal romanzo di quell'essere viscido e ruffiano di Federico Moccia (e pensare che nell'antico Egitto tagliavano le mani per molto meno!!!), hanno imbrattato ponti, muri, monumenti, terrazzi, balconi, saracinesche della città più bella del globo, con la scritta "IO E TE TRE METRI SOPRA IL CIELO".
Ma io vengo a casa tua e dipingo la parete della tua stanza con scritte tipo "OGGI SONO ANDATO TRE VOLTE AL CESSO"???!!!

Ma poi ti capita la sera stessa di andare a San Lorenzo, la classica piazzetta dei reduci del '68, di quelle che c'è in ogni città, luoghi rimasti storici per un'intera classe sociale di persone che discende dai "Figli dei fiori".
Finalmente persone con le quali condividere gli stessi pensieri, gli stessi ideali; non vedo l'ora di parlare con qualcuno di loro, bere dalla stessa bottiglia di birra e fumare dalla stessa canna.
Una ragazza sembra conoscermi e mi dice "Ma tu non fai il Dams?"
Ed io "Sì, anche tu?"
E lei "Sì! Ma non mi hai mai vista?"
Ed io "Ehm... Forse no! Però è un piacere conoscerti, io sono Davide!"
E da lì abbiamo attaccato a parlare, dapprima di università naturalmente, poi abbiamo trovato i giusti spunti per affrontare altri discorsi.
Ebbene, che ci crediate o no, dopo poco già volevo alzarmi e con una scusa scappare via e dissolvermi nel nulla.
E tra un "Cioè, io amo molto il cinema dell'allucinazione, cioè girato nello stile dei dadaisti, cioè un po' Dalì e cioè forse un po' Andy Warhol...", un "Cioè perché io mi taglio i capelli da sola...", un "Cioè quando stavo ubriachissima alla stazione di Berlino e poi cioè mi ha portato via la Polizia... ASSURDO! Cioè non ti dico!" e il cane puzzolente e malandato che le scappava ogni cinque minuti e poi cazzo, non puoi chiedermi "Cioè hai visto che bello il film di Zampaglione, cioè il cantante dei Tiromancino?"; la mia autonomia finì dopo 12 o 13 minuti.

E allora non so più dove collocarmi!
Esiste una via di mezzo tra i "Mocciosi" e gli "Alternativi per forza"?
Ma alla fine, esistono differenze???
Il Fighetto per farsi accettare deve avere la Mini, l'abbronzatura perenne e le sopracciglia ritoccate; l'Alternativo deve vestirsi con la prima cosa che capita, portare i capelli in maniera trasandata e dire 515 volte in un discorso la parola "cioè".
Cosa cambia quando uno stile, un ideale, qualsiasi essi siano, sono costruiti secondo alcune tacite regole?

Le vere trasgressioni a questo punto, diventano la normalità e la semplicità.
Sono questi gli stili di vita, gli ideali, che è difficile trovare ancora nelle persone.

lunedì 19 marzo 2007

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