MicroMacroLink: cinema e realtàLa nobiltà, un "affare" di famiglia
di Enrica Papetti
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C'erano una volta i nobili... o forse esistono ancora? Conti, duchi, principi e principesse hanno "farcito" libri e libri di letteratura fino ad arrivare ai reality show, i romanzi di questi tempi moderni. Ma chi erano questi nobili che riempivano, come fiumi in piena, i racconti di tanti anni fa? Secondo Federico De Roberto, autore de "I Viceré", la nobile famiglia catanese, quella degli Uzeda di Francalanza protagonista della saga, e', alla fine dell'800 in pieno Risorgimento, avida, assetata di potere e meschina. Il loro animo risulta talmente corrotto che si evidenzia anche nella malformazione fisica dei componenti della famiglia. Una nobiltà, dunque, perennemente lacerata da lotte intestine con l'unico scopo di mantenere intatti i privilegi della casta e l'esaltazione della superiorità sociale. Per effetto di questa smodata sete di potere, nessuno della nobile famiglia si salva perché nessuno degli Uzeda risulta affatto sano. E di "beghe" familiari, sicuramente, ne sanno qualcosa i nobili protagonisti de "Il Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa. Il principe Fabrizio Salina è un uomo molto complesso, caratterizzato da un profondo conflitto interiore, conflitto che non riescono a capire quanti lo circondano, eccezione fatta per il nipote Tancredi, il quale è in grado di comprendere la natura tormentata dello zio, questo uomo-gattopardo che sa rispecchiarsi solo in suo nipote. lunedì 19 novembre 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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