MicroMacroLink: cinema e realtàAnestesia cosciente
di Enrica Papetti
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Immaginate di dovervi sottoporre ad un intervento chirurgico. Durante l'operazione, però, nonostante l'anestesia che vi è stata somministrata, vi accorgete di essere completamente svegli. Urlate dal dolore, ma nessuno può sentirvi, perché è come se il vostro corpo vivesse una vita a sé. Questo stato di semi-coscienza viene definito, tecnicamente, "anestesia cosciente" o "consapevolezza anestetica" o "awareness". Si tratta di una condizione per cui un paziente, sotto anestesia, prova le sensazioni fisiche dell'intervento, pur non potendo muoversi né parlare. Ogni anno, secondo le statistiche, dovrebbero verificarsi 30.000 casi. Ovviamente avvertire ciò che sta succedendo nel proprio corpo e non poterlo comunicare risulta, per il paziente, davvero angosciante. Ma quali cause possono provocare l'awareness? In molti casi potrebbe trattarsi di errata tecnica anestesiologica o di mancato funzionamento di alcune apparecchiature. La consapevolezza anestetica può avere conseguenze molto gravi, prima fra tutte una sindrome conosciuta come ASD ovvero Disturbo Acuto da Stress che comporta un senso di inebetimento, una ridotta consapevolezza dell'ambiente circostante. Non sempre però i sintomi si manifestano subito dopo l'awareness: molto spesso è necessaria l'ipnosi per far sì che l'episodio possa essere riportato alla memoria. Tuttavia è possibile evitare, con particolari attenzioni, l'awareness dei pazienti. Sono stati utilizzati nel corso del tempo diversi metodi per misurare l'efficacia dell'anestesia, primo fra tutti l'osservazione del paziente per notare i movimenti. E' stata, inoltre, tentata una tecnica più sofisticata, che viene definita dell'avambraccio isolato. Prima di iniettare l'anestetico, si gonfia un manicotto sul braccio per bloccare la circolazione arteriosa. Viene chiesto, poi, al paziente di muovere il braccio e se lo muoverà il medico capirà che la dose di anestetico è troppo leggera e che potrebbe provocare lo stato di awareness. domenica 30 novembre 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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